-Ti sei innamorata di Damien!- esclama Roxy, gli occhi che le brillano ed un enorme sorriso sulle labbra:-Hai decisamente perso la testa per lui!
-Shh!- la zittisco io:-Non urlare!
Con circospezione, mi guardo intorno sperando che nessuno abbia sentito, soprattutto il diretto interessato, ma per fortuna nessuno sembrerebbe badare troppo a noi.
-E comunque non mi sono innamorata di lui.- borbotto io imbronciandomi.
-Come no! A me non puoi nascondere nulla, quindi ammettilo.- dice guardandomi con un sorrisetto stampato in viso.
-Solo se ammetterai di amare alla follia Shawn.- rispondo a tono guardandola con aria di sfida. Forse mi sono presa una piccola cotta per Damien, non si può negare che oggettivamente sia da mozzare il fiato, ma arrivare addirittura a dire che mi sono innamorata di lui... mi sembra troppo. Soprattutto considerando il suo pessimo caratteraccio.
Roxy diventa all'istante rossa come un pomodoro:-Ma... ma che stai dicendo? Ti sbagli, lo detesto quel farfallone!
Inarco le sopracciglia e dico:-Ma davvero? Guarda che non mi inganni, so che sei cotta di lui! Non importa quanto lo insulti o lo guardi male, è evidente!
-N-no... ti sbagli...- sussurra balbettando ed abbassando la testa sempre più rossa ed imbarazzata.
-Roxy!- ribatto io ridacchiando.
-Va bene, hai ragione!- cede alla fine alzando la testa e guardandomi con i suoi occhi azzurri ora tristi e malinconici:-Lui mi piace, ma...
-Ma?- la incito io a proseguire.
-Appena si trova davanti una ragazza carina la mangia con gli occhi ed ognuna di loro ci prova con lui, riesce sempre ad affascinarle tutto. Shawn non si tira mai indietro e per quanto lui mi piaccia e mi intrighi, io voglio un ragazzo di cui fidarmi. Non voglio passare tutto il tempo a preoccuparmi che mi faccia le corna appena mi volto dall’altra parte.- sospira la mia amica affranta.
Purtroppo ha maledettamente ragione, anche Damien è sempre circondato da ragazze... e ciò mi infastidisce più di quanto vorrei. Mi sento quasi gelosa. Perché devo provare questi sentimenti per uno come lui?
-Astrid... ma Gionata?- domanda d’un tratto la mia amica riportandomi alla realtà.
-Non lo so, quando è suonata la campanella mi ha detto di aspettarlo per prendere il pullman perché doveva sbrigare una cosa, ma effettivamente sta tardando. Forse dovrei approfittarne ed andare da Damien, anche oggi dobbiamo esercitarci insieme...- replico io:-Però vorrei prima assicurarmi che stia bene, è strano che tardi così.
-Allora vai, ti aspetto qui!- esclama lei mentre mi allontano dal piazzale della scuola dirigendomi verso l'edificio. Appena entro inizio a cercarlo ovunque, controllo dentro ogni aula o bagno che trovo sulla mia strada, ma senza successo.
Alla fine, dopo aver cercato in biblioteca e nell’aula di informatica, provo a guardare anche in palestra ed appena mi avvicino alla porta sento degli strani rumori. Che sia lui? Lo spero, devo andare da Damien e non vorrei tardare troppo, altrimenti già mi immagino quanto si arrabbierà.
-Gionata, sei qui?- lo chiamo aprendo la porta e finalmente lo trovo, anche se non nelle condizioni in cui mi sarei aspettata. È steso a terra, all'incirca in mezzo alla palestra, in una posizione innaturale ed una chiazza di sangue è sotto il suo corpo inerme.
La mia prima reazione è quella di portarmi le mani alla bocca spalancando gli occhi. Corro verso di lui, non credendo ai miei stessi occhi, e mi inginocchio accanto al corpo dell’angelo. Mossa decisamente sbagliata, avrei dovuto prima di tutto chiamare aiuto.
La porta si chiude sbattendo alle mie spalle e poi sento la serratura girare. Mi volto e vedo Sebastian appoggiato con la schiena al muro con un mezzo sorriso sulle labbra ed un’espressione vittoriosa.
-Gionata, ti prego... dimmi che stai bene. Gionata?- inizio a chiamarlo, non sapendo nemmeno se è ancora vivo, e lo giro a pancia in su.
Intanto continuo a guardare preoccupata Sebastian e lo vedo avvicinarsi lentamente a noi mentre i suoi occhi si tingono di un rosso intenso e famelico e dai lati della sua bocca iniziano a spuntare due canini affilati.
Sposto di nuovo la mia attenzione su Gionata e cerco di capire se è ancora vivo, ho bisogno che si svegli perché altrimenti da sola non ho alcuna speranza contro Sebastian e di certo non ho la forza per sfuggirgli portando il biondo sulle spalle.
Noto che fortunatamente il petto dell’angelo si alza e abbassa lentamente, forse troppo lentamente... Sarà in grado di guarire? O le ferite sono troppo gravi anche per lui? Come posso aiutarlo?
-Non ti affannare troppo per lui, è ancora vivo, non sono così stupido da uccidere un angelo e scatenare tutti i suoi amichetti alati. Preoccupati più che altro per te.- dice ridacchiando, sempre più vicino. Cammina molto lentamente, godendosi ogni istante, mentre il terrore cresce dentro di me. Non ho vie di fuga, l’unica uscita è alle spalle del demone mentre le altre due porte sul lato opposto della palestra conducono agli spogliatoi.
Presa dal panico, afferro i polsi di Gionata e cerco di trascinarlo il più lontano possibile da Sebastian, ma non ho abbastanza forza e mi muovo lentamente. Invece Sebastian è sempre più vicino... Voglio scappare, ma non voglio abbandonare al proprio destino Gionata! Lui mi sta aiutando, se è in questa situazione è solo per colpa mia.
-Ti conviene lasciarlo ed iniziare a correre, così per me non c’è gusto.- ridacchia il demone mentre io non mi arrendo e continuo a trascinare il corpo dell’angelo. Se riuscissi a muovermi più velocemente, forse potrei aggirare il demone e scappare, ma anche senza il biondo da trasportare riuscirei a muovermi più rapidamente del corvino e purtroppo non mi sono esercitata abbastanza a lungo con Damien per avere anche solo una possibilità in uno scontro diretto.
Sono spacciata. Proprio quando credevo di essere ormai al sicuro con Gionata a proteggermi e Damien e Shawn ad aiutarmi, ecco che la realtà dei fatti mi colpisce dritta in faccia. Nessuno è in grado di impedire a Sebastian di ottenere ciò che vuole e lui adesso vuole uccidermi.
Il demone è ormai a pochi passi da me ed io mi blocco, fissandolo terrorizzato. In uno scatto repentino cerca di afferrarmi per le spalle ed istintivamente io lascio la presa sui polsi dell’angelo ed indietreggio, scansandolo. Forse gli esercizi che Damien mi ha costretta a fare non sono stati poi così inutili.
-Lo sai, vero, che non puoi sfuggirmi, angioletto mio. Arrenditi, non hai speranze.- sorride sadicamente e rabbrividisco alle sue parole. Lo so di non avere alcuna speranza, finora Sebastian non ha ancora mostrato le sue vere capacità e so che se facesse sul serio non riuscirei a sfuggirgli, però al momento si sta divertendo a spaventarmi e a mettermi all’angolo.
Forse potrei approfittarne per scappare e chiamare aiuto, anche se questo significherebbe lasciare il biondo ferito e da solo. O magari, se riuscissi a guadagnare tempo, Gionata potrebbe riprendersi e venire in mio soccorso... Ma quanto ci impiegano le ferite di un angelo a rimarginarsi? L’ultima volta, Damien ha impiegato almeno una mezz’ora buona dai danni inferti dal corvino e non era messo male come Gionata...
Il demone tenta più volte di afferrarmi, ma riesco sempre a spostarmi in tempo, finché la fortuna non mi abbandona e vado a sbattere contro la parete della palestra. Ed ecco che ha ottenuto ciò che voleva, mettermi alle strette.
Il moro scoppia subito a ridere:-Damien non ti ha insegnato che non ti devi solo concentrare sull'avversario ma anche su ciò che ti circonda?
Io rimango in silenzio, cercando intanto di riprendere fiato e di reggermi in piedi mentre le mie ginocchia non smettono di tremare per il terrore. Lancio una rapida occhiata a Gionata che è ancora steso a terra, ma almeno il respiro si è regolarizzato.
Con la coda dell’occhio noto che Sebastian sta tornando all’attacco, ma prima che io possa allontanarmi riesce ad afferrarmi i polsi e li blocca sopra la mia testa con una mano, mentre con l'altra preme sul mio sterno facendo aderire la mia schiena contro la parete e bloccandomi il respiro.
-E adesso cosa vuoi fare, angioletto?- sussurra avvicinandosi, le sue labbra a pochi millimetri dal mio orecchio.
Cerco di dimenarmi e di tirargli dei calci, ma a causa della troppa vicinanza e della sua resistenza i miei sforzi risultano vani, la sua forza è di gran lunga superiore alla mia.
Che sia giunta la mia ora? In questi giorni mi sono illusa di essere finalmente al sicuro, ma dovevo aspettarmelo che sarebbe andata a finire così. Solo... solo mi illudevo che, grazie a Gionata e all’aiuto di Damien e Shawn le cose sarebbero migliorate.
Sento il suo fiato caldo scendere sempre più verso il mio collo e nella mia mente appaiono i visi di mia madre, di Roxy, di Shawn, di Gionata e di Damien... Non voglio arrendermi, voglio rivederli tutti quanti. Non voglio morire, non sono riuscita nemmeno a salutarli un’ultima volta.
Un piacevole tepore si sprigiona dal mio corpo e Sebastian si allontana sorpreso ed infastidito da me. Osservo una specie di sfera di luce accecante e tremula che mi circonda ed all'improvviso mi sento stanchissima, come se mi stessero risucchiando fuori dal corpo tutte le mie energie.
La sfera sparisce in un istante e vedo Sebastian a qualche metro di me guardarmi con disprezzo e disgusto. Quella bolla era come una sorta di scudo di luce bianca che ha allontanato il demone e mi ha protetta, ma è durato troppo poco ed io ho perso tutte le energie. Che siano i miei poteri? Damien e Shawn mi avevano detto che i miei poteri si attivano da soli quando sono in pericolo... Tuttavia non so controllarli a bacchetta ed in questo momento mi sarebbe molto utile ricorrere di nuovo a quella sfera, soprattutto con Sebastian infuriato pronto a tornare all’attacco.
Non avendo molte opzioni, decido di provare a scappare e tento di raggirare il moro, ma a causa della stanchezza sento il mio corpo più lento e pesante del solito. Riesco appena a fare qualche passo che due forti mani mi afferrano per i gomiti e Sebastian mi spinge con forza contro il muro.
-Adesso mi hanno proprio stancato i tuoi giochetti angioletto!- ringhia innervosito mentre i suoi occhi rossi brillano di rabbia:-Direi che è il momento di finirla qui, mi è venuta una certa fame.
Il demone mi immobilizza contro il muro e, questa volta più velocemente di prima, si avvicina al mio collo ed all'improvviso sento un dolore pungente nel punto in cui si sono posate le sue labbra. Da lì parte un immenso bruciore che si espande per tutto il mio corpo e sento il sangue fluire verso la ferita aperta dai suoi canini. La mia vista si fa presto sfocata, le mani che avevo appoggiato sulle sue spalle nel tentativo di spingerlo via mi ricadono prive di energia lungo i lati del corpo e le mie gambe diventano come di gelatina. La realtà si fa sempre più confusa e la mia mente si annebbia, i miei pensieri si confondono e si fondono tra di loro e piano piano il dolore inizia a svanire. Le mie palpebre si fanno pesanti e sento la necessità di chiuderle, ormai è semplicemente finita, Sebastian sta risucchiando la mia vita dal mio corpo ed io non posso fare assolutamente nulla.
D'un tratto sento un sonoro tonfo che quasi mi fa esplodere la testa e lentamente mi volto verso la porta della palestra, la quale non è più al suo posto, ma è per terra, e sopra ad essa ci sono due figure che riesco a riconoscere subito, Damien e Shawn. Forse però me li sto immaginando, non riesco più a capire che cosa sia reale o meno.
Mi pare di vedere Shawn correre verso di noi ed allontanare faticosamente Sebastian da me mentre Damien mi circonda la vita con un braccio per sorreggermi. Le mie gambe non obbediscono ai miei comandi e le ginocchia non ne vogliono sapere di rimanere dritte.
Shawn alla fine riesce ad allontanare a spintoni il corvino mentre lui non fa altro che parlargli ridendo divertito, anche se le parole mi sono incomprensibili, come se parlassero una lingua che non conoscono. Damien mi stende a terra ed appoggia la sua mano sul mio collo, proprio nel punto che mi fa male e da cui sento un liquido caldo fuoriuscire.
-Sto morendo...- sussurro a fatica con un filo di voce mentre lo vedo coprirsi il naso con la manica della felpa, i suoi occhi diventano rossi ad intermittenza e mi sembra quasi che stia tremando, anche se non ne capisco il motivo.
Lui sposta il suo sguardo sul mio viso e con la voce attutita dalla manica della felpa ribatte:-Se dici un'altra di queste scemenze sarò io stesso ad ucciderti più tardi. Ora stai buona.
Le sue parole riescono in qualche modo a consolarmi, forse non sono messa così male come credo? Forse riuscirò a rivedere mia madre e Roxy, forse non è veramente la fine... E mentre penso a questo delle lacrime iniziano a sgorgare dai miei occhi.
-Gionata, anche lui...- cerco di avvertirlo io, ma mi zittisce subito:-Sta’ bene, ora calmati.
Damien allora solleva lievemente il mio busto da terra e mi stringe a sé, facendomi appoggiare la testa dolorante sul suo petto ed iniziando a cullarmi tra le sue braccia. Lo sento passarmi una mano tra i capelli con insolita delicatezza ed io chiudo gli occhi confortata dal suo calore e dal suo tocco mentre ad una distanza indefinita sento le voci di Shawn e di Sebastian. Sembrerebbe che i due stiano discutendo e dai tonfi direi che si stanno anche colpendo l’un l’altro, ma ancora i suoni giungono alle mie orecchie ovattati e confusi.
Dopo pochi minuti, o almeno così mi pare, avverto il rosso raggiungerci ed inginocchiarsi anche lui di fianco a me.
-Allora?- domanda preoccupato il rosso.
-Non lo so, la ferita si sta rimarginando, ma molto lentamente... La sua guarigione non è nemmeno paragonabile alla nostra. Ha perso molto sangue, ma sembrerebbe ancora cosciente. Non ci resta che aspettare.- sussurra Damien e mi sembra quasi... preoccupato?
A fatica riapro gli occhi e la prima cosa che vedo è il viso del demone chino su di me, lo sguardo fisso sul mio collo ed il respiro accelerato.
-Shawn, pensaci tu. C'è troppo sangue, l’odore è fortissimo...- dice Damien ottenendo un cenno d’assenso dal rosso, il quale mi allontana dalle braccia del demone e mi distende nuovamente sul pavimento freddo della palestra.
In un attimo Damien sparisce ed io non posso che domandarmi il perché. È forse colpa mia? Non voleva restare qui con me? Stavo così bene tra le sue braccia che ora mi mancano così tanto... Ha detto qualcosa riguardo al sangue prima di andarsene, ma sono così frastornata che il mio cervello non riesce a mettere insieme i pezzi ed io mi limito semplicemente ad osservare il soffitto assorta.
Dopo qualche altro minuto Shawn accarezza il mio collo dove sono stata morsa e mi osserva attentamente:-Senti tanto male principessa?
-No, mi sento solo pesante.- mormoro con voce roca.
-Gionata? Lui come sta?- domando poi cercando di mettermi a sedere, impresa che mi risulta abbastanza difficile e per la quale il rosso è costretto ad aiutarmi. Inizio a guardarmi intorno e noto che Gionata è esattamente nello stesso posto in cui l’ho lasciato, ma da questa distanza non sono in grado di valutare l’entità delle sue ferite, anche se prima mi sembravano piuttosto gravi.
-È svenuto, ma si riprenderà. Ricordati che è un angelo, le ferite si sono rimarginate in fretta. Tu invece hai avuto qualche problema visto che sei per metà umana e non hai ancora sviluppato a pieno le tua parte angelica.- mi spiega Shawn:-Per un momento ci hai fatto prendere uno spavento... Temevamo che avessi perso troppo sangue e che il tuo corpo non riuscisse a guarire prima che tu morissi. Ora, però, mi sembri stare molto meglio.
Alle sue parole annuisco, incredula. Fino a poco fa non riuscivo nemmeno a muovermi, mi sentivo fredda e priva di energia ed anche se mi sento ancora spossata, sto meglio, come se Sebastian non mi avesse appena morso per bere il mio sangue. Non so come, ma il mio corpo ha semplicemente iniziato a guarirsi da solo, come Damien quando è stato ferito da Sebastian.
A riportarmi alla realtà è proprio Damien, che rientra in palestra con passo spedito ed un secchio in mano:-Forza, dobbiamo portare questi due fuori da qui. Dopo torneremo a pulire questo macello e a mettere a posto la porta. Ho dato un occhio in giro, non c’è più nessuno se non un paio di insegnanti nell’aula dei docenti e non penso che verranno qui a fare due tiri a canestro.
Shawn annuisce e raggiunge Gionata, caricandoselo in spalla mentre io mi alzo barcollando, ancora debole. Osservo con attenzione Damien, è più tranquillo, i suoi occhi sono di nuovo scuri come la pece ed il suo respiro è regolare. Si avvicina a me con circospezione e poi, senza dire una parola, mi prende in braccio in stile sposa, come dopo il primo allenamento insieme. Io non protesto e mi limito ad accoccolarmi contro il suo petto, godendomi il tepore che il suo corpo umana e la sicurezza che provo quando mi stringe a sé in questo modo, come se niente e nessuno potesse nuocermi.
Mentre usciamo dall’edificio, però, riaffiorano nella mia mente le immagini di Gionata steso a terra e la pozza di sangue che lo circondava, Sebastian, il mio sangue... E lentamente sprofondo nell’oblio addormentandomi.
A destarmi dal mio sonno privo di sogni è una mano calda che mi accarezza delicatamente il viso e vorrei che non si allontanasse mai, ma appena accade spalanco gli occhi.
-Damien?- sussurro sorpresa e con la voce impastata, finché non ricordo cos'è successo.
Adesso mi trovo in camera mia, sul mio letto ed indosso ancora i vestiti sporchi di sangue, non vedo l'ora di cambiarmi. Guardo fuori dalla finestra e noto che ormai è sera, per fortuna mia madre ha il turno in ospedale, altrimenti chissà cosa avrebbe pensato nel vederci entrare in casa in queste condizioni.
-Come sta Gionata?- domando ancora io.
-È un po' scombussolato, ora è sul divano in salotto con Shawn per non disturbarti. Ora me ne vado anch'io, così puoi riposarti.- risponde lui alzandosi dal bordo del letto su cui era seduto e dirigendosi verso la porta.
-No, aspetta!- esclamo prima che esca dalla stanza.
-Cosa c'è?- mi domanda voltandosi verso di me con le sopracciglia aggrottate, confuso.
-Io... io... Ho paura.- sussurro abbassando la testa e stringendo tra le mie mani la coperta. Mi sento così sciocca, ma dopo quanto successo ho paura di rimanere da sola, al minimo rumore sussulto e le ombre mi terrorizzano.
-Capisco... Vado ad avvisare Gionata di salire, così potrai sentirti più sicura.- dice posando la sua mano sulla mia spalla e stringendola appena.
Facendomi guidare dal mio cuore e non dal mio cervello gli getto le braccia al collo e lo abbraccio, nascondendo il viso nell'incavo del suo collo e scoppiando a piangere. Tutte le lacrime che ho trattenuto finora escono dai miei occhi come l'acqua di un fiume in piena esce dagli argini. Sento il suo corpo irrigidirsi finché, dopo qualche secondo, mi stringe in un delicato ed impacciato abbraccio.
-Puoi... puoi rimanere tu?- gli domando ancora in lacrime. Ho una paura tremenda e con la mente sono ancora bloccata nella palestra, con Gionata steso a terra, ferito ed incosciente, e Sebastian addosso a me.
-Io... sì, va bene...- risponde imbarazzato accarezzandomi la testa.
-Grazie... grazie mille. Per restare e per avermi salvata di nuovo.- sussurro cercando di smettere di piangere.
-Come facevate a sapere... insomma, che ero in pericolo?- gli chiedo allontanandomi leggermente per poterlo guardare in faccia e lui si risiede sul bordo del letto accanto a me. Inconsciamente inizio a torturarmi le dita delle mani con nervosismo e a lanciare di tanto in tanto occhiate alla finestra, temendo quasi che da un momento all’altro compaiano di nuovo gli occhi rossi di Sebastian.
-Abbiamo incontrato Roxy, ti stava cercando. Ci ha detto che non ti muovevi a tornare e che eri andata da Gionata. Io e Shawn sapevamo che c'era anche Sebastian dentro e allora siamo corsi a cercarti, per fortuna siamo arrivati in tempo.- dice prendendo le mie mani nelle sue ed allontanandole tra loro:-Smettila, ora sei al sicuro. Siamo qua in tre a proteggerti.
Per diversi attimi mi perdo nei suoi occhi e sento la paura scomparire gradualmente, lui riesce a farmi sentire al sicuro, anche se non riesco a spiegarmi il perché. Nemmeno con Gionata o Shawn mi sento in questo modo, come se nulla potesse ferirmi. All'improvviso si apre la porta di camera mia, facendomi sobbalzare, ed entrano Gionata e Shawn. L'angelo è un po' pallido, ma sembrerebbe essersi ripreso, e ciò mi fa tirare un sospiro di sollievo, per un attimo ho davvero temuto che sarebbe morto.
-Stanno arrivando Roxy ed anche tua madre, cambiati prima che ti vedano o farai venire loro un infarto. Io e Damien dobbiamo andarcene.- dice Shawn avvicinandosi alla finestra frettolosamente.
Io resto qui.- dice Damien guardando il rosso mentre questo apre la finestra, le sue mani stringono ancora le mie.
Shawn si gira a guardare il demone e, dopo qualche secondo passato a fissarsi a vicenda, annuisce abbozzando un sorriso.
-A domani principessa, riposati.- mi saluta il mezzo demone prima di saltare fuori dalla finestra che Gionata si affretta a richiudere.
-Non penso sia una buona idea farlo rimanere...- cerca di protestare Gionata ed io lo zittisco subito.
-Damien, adesso nasconditi.- gli dico allarmata.
-E perché mai?- domanda il demone stranito.
-Vuoi subire un infinito interrogatorio da parte di mia madre? Ne dubito.- gli domando inarcando un sopracciglio e lui, roteando gli occhi al cielo, borbotta tra sé e sé parole incomprensibili.
-Bene, nasconditi. Se ti vede ti riempie di domande, alcune delle quali potrebbero essere... imbarazzanti.- gli spiego prima di afferrare dei vestiti puliti dall’armadio e di correre in bagno per cambiare quelli sporchi di sangue che indosso ancora. Non appena ho finito ed esco dal bagno, Roxy mi corre incontro e mi stringe in un abbraccio.
-Ciao, tesoro, tutto bene?- mi saluta mia madre alle spalle della mia amica ed io annuisco, non fidandomi della mia voce.
-Vado a preparare qualcosa da mangiare, sto morendo di fame.- continua mia madre dandomi un bacio sulla guancia e, non appena se ne va, Roxy mi afferra per un polso e mi strascina in camera mia.
-Che cos’è successo oggi?- mi domanda preoccupata ignorando Gionata seduto alla sedia della mia scrivania.
Mi guardo intorno cercando di capire dove si possa essere nascosto Damien, ma proprio non riesco ad individuarlo, almeno ha preso seriamente quanto gli ho detto. Oppure... ne ha approfittato per andarsene? In un attimo la finestra si spalanca e da essa entra il demone dagli occhi scuri. Dopo l’iniziale sorpresa non riesco a nascondere il sorriso che affiora sulle mie labbra.
-Tu! Perché sei qui?- esclama Roxy mentre Damien si siede sul mio letto sfilandosi le scarpe.
-Fatti miei.- risponde lui con indifferenza.
-Sei odioso.- borbotta la mia amica linciandolo con lo sguardo e poi rivolgendosi a me continua:-Mi vuoi dire cos’è successo oggi?
-Nulla di particolare, non riuscivo a trovare Gionata e Shawn e Damien mi hanno aiutata. Poi sono stata poco bene e mi hanno riportata a casa.- mento cercando di sembrare il più sincera possibile, non voglio che si preoccupi e soprattutto non voglio che commetta qualche pazzia, come ideare qualche piano folle per attaccare Sebastian.
-Sicura?- mi domanda guardando l'angelo ed il demone che si stanno praticamente uccidendo con gli occhi ignorandoci.
Io annuisco ed accenno un debole sorriso.
-Va bene... Però devi smetterla di farmi morire di paura. Ora devo andare, ci vediamo domani.- sospira lei abbracciandomi e, dopo avermi salutata, se ne va.
-Come mai non le hai detto nulla alla tua cara amica?- mi domanda il demone aggrottando la fronte.
-La conosco, avrebbe perso le staffe e sarebbe andata a litigare con Sebastian, rischiando la vita.- sussurro abbassando lo sguardo.
-Perché permetti a lui... di restare?- mi domanda Gionata dopo alcuni istanti di silenzio.
-Piuttosto, perché tu sei ancora qui?- domanda invece quest'ultimo all'angelo, anticipandomi.
-Perché è mio dovere proteggerla!- ribatte Gionata innervosito.
Damien sorride con fare canzonatorio:-Ho visto oggi come l'hai protetta. È stata lei a salvarti, pollo.
Rapidamente Gionata salta addosso a Damien che finisce per stendersi totalmente sul letto e l'angelo ne approfitta per mettergli le mani al collo:-Chiudi la bocca, è per colpa di uno della tua razza se...
Il demone subito reagisce e con un movimento rapido riesce a liberarsi dell’avversario e a lanciarlo a terra, prima che però i due possano continuare mi metto in mezzo a loro:-Gli ho chiesto io di rimanere, quindi lascialo stare.
-Cosa? E perché?- domanda allibito l’angelo ed io non so cosa rispondere, non voglio ammettere che l’ho fatto solo perché la presenza del demone mi rassicura.
-Perché tu dovevi proteggerla e non l'hai fatto.- interviene bruscamente Damien.
Gionata sobbalza e mi osserva ferito, come se aspettasse una mia smentita, ma rimango in silenzio e mi limito ad abbassare la testa. Apprezzo l'aiuto di Gionata, ma lui non mi fa sentire sicura quanto Damien e dopo gli eventi di oggi...
L’angelo sospira affranto e, trascinando i piedi sul pavimento, esce da camera mia, lasciandoci soli.
-Credo che tu sia stato un po’ troppo...- inizio io guardando il cielo che inizia a scurirsi fuori dalla finestra incapace di trovare le parole adatte.
-Insensibile? Stronzo? Brusco? Forse, ma sono fatto così e non ho intenzione di cambiare.- ribatte interrompendomi e stendendosi sul mio letto per poi incrociare le braccia dietro la testa.
-Grazie per essere rimasto.- sospiro sedendomi accanto a lui.
-Quanto tempo ci impiegherò per migliorare?- domando interrompendo il breve silenzio creatosi tra noi:-Voglio imparare a difendermi il prima possibile. Non voglio più che si ripeta quello che è successo oggi...
-Devi impegnarti, probabilmente ci vorrà parecchio, ma se lavori sodo potresti fare dei progressi notevoli. Sappi solo che non riuscirai mai a raggiungere il livello di Sebastian, ma potrai riuscire a sfuggirgli.- mi risponde spostando lo sguardo dal soffitto a me.
-Io... lui... Non sono riuscita a fare nulla... Lui invece...- cerco di spiegare cosa ho provato, cosa sento ora... ma le parole mi muoiono in gola ed io mi sento così maledettamente fragile davanti al demone.
All'improvviso le sue mani raggiungono le mie spalle, attirandomi contro il suo corpo per stringermi in un caldo abbraccio. E di nuovo le lacrime riprendono a sgorgare dai miei occhi bagnando la felpa del demone. Per non so quanto tempo rimaniamo così, abbracciati, io che piango e lui che cerca di confortarmi.
Mi sorprende come Damien, nonostante il suo caratteraccio e nonostante quelli come lui siano sempre stati considerati dei mostri, si comporti in questo modo e dimostri anche lui di provare dei sentimenti. Ripenso a come Samantha mi ha descritto i demoni, si sbagliava. Lei non conosce tutti i demoni fino in fondo, non può giudicarli in un unico modo quando sono in realtà tutti diversi tra loro. Basta guardare Damien e Sebastian, entrambi hanno una propria personalità, un diverso modo di fare, di pensare... E vorrei tanto conoscere meglio Damien e tutto ciò che nasconde dentro di sé. In fondo, anche io l’ho giudicato troppo velocemente, etichettandolo come pericoloso fin dall’inizio, ma piano piano mi sto accorgendo di quanto mi sbagliavo sul suo conto.
-Tu e Shawn ora siete in pericolo a causa mia? Sebastian... se la prenderà con voi?- gli domando ancora tra le sue braccia quando finalmente le lacrime si placano. Se dovesse succedere qualcosa ad uno di loro due a causa mia non potrei mai perdonarmelo...
-Sicuramente è incazzato con noi, ci siamo opposti a lui quando in realtà dovremmo obbedirgli ciecamente, ma lui non agisce impulsivamente. Pensa sempre prima di fare qualcosa, programma tutto nei minimi dettagli. Per ora gli serviamo vivi e lo sa, ha bisogno di noi per trovare quel mezzo demone, quindi non ci ucciderà, ma verremo puniti. Quella più in pericolo sei tu, soprattutto ora che si è nutrito del tuo sangue. Tu sei diventata la sua preda, oggi ha assaggiato il tuo sangue ma non è riuscito a portare a termine l’opera, vorrà sicuramente concludere quanto ha iniziato.- mi risponde lui con un filo di voce. Grandioso, le cose non possono che migliorare...
-Mi dispiace, è tutta colpa mia. Non sareste in questa situazione se non fosse per me.- dico sentendomi ancora peggio di prima:-Alla fine, per quanto ci opponiamo, lui riuscirà ad ottenere quello che vuole.
-Non è colpa tua. Sebastian ci detestava già, questa è solo una scusa per prendersela con noi. Però, se ti arrendi di già, ovviamente non riuscirai a scamparla e inoltre vanificherai gli sforzi di tutti per tenerti in vita. Quindi smettila di frignare e da domani ricomincia ad allenarti con me, ti farò faticare ancora di più e non ti sarà permesso lamentarti.- ribatte allora lui continuando a stringermi a sé e a me scappa una lieve risata.
Ha ragione, non devo gettare la spugna così tanto facilmente. Mi sono aggrappata alla vita con tutte le mie forze fino ad ora, adesso non posso semplicemente mollare la presa.