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2008 Parole

Le mie dita muoiono dalla voglia di toccarlo. Quando lo faccio, all’inizio con esitazione, lui ha un brivido. Un lungo tremore che gli scuote il corpo mentre accarezzo le linee sottili disegnate sulla sua bellissima pelle liscia. È teso, ma lascia che percorra con le dita le sue spalle, lungo le intricate linee incise nella carne. Amo questo tatuaggio. È perfetto: furente e minaccioso, nel suo stile. È così lui. «È una fenice?». Sorge dalle ceneri, supera gli ostacoli, avvolta da una mappa del mondo anziché da fiamme; gli artigli che stringono una bussola. Per andare avanti? Viaggiare per il mondo? Lui abbassa la testa. Ha la pelle d’oca. «Sì». Bacio la sua schiena, lasciando una scia con le labbra. Le spalle. La linea della spina dorsale. «Che significa?». «Me la sono fatta fare q

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