3. Risveglio a palazzo Il campanello squillò saltellante, lacerando il silenzio. Un silenzio rotto dal rumore sottile continuo - unito come una tela che scorresse all'infinito - della pioggia fine sulle piante nude e sulla ghiaia del vasto giardino interno del palazzo… Una volta, due volte… Passò qualche minuto e poi quel suono si ripeté, più insistente, più precipitoso, come un comando o un grido di soccorso. La luce filtrava attraverso le nubi e la cortina della pioggia, come attraverso i vetri d’un acquario, livida e così scarsa, che alle sette del mattino era ancora quasi notte. Passarono cinque minuti. Il campanello non cessava. Finalmente, sul vasto e lungo androne, che univa la grande porta al giardino e sul quale si apriva a sinistra la vetrata della portineria e a destra lo sc

