Le testimonianzeAlbino Piacentini, dopo aver esaminato attentamente la stanza e i corpi dei due giovani, ordinò di condurre il prigioniero al Palazzetto Criminale dove avrebbe proceduto più tardi all’interrogatorio. Nel portare Gelasio fuori dalla sua camera da letto, trascinandolo, le guardie gli fecero cadere di mano il pugnale che scivolò sotto il letto. Nessuno ci fece caso e il giudice, non sequestrando l’arma del delitto, commise una imperdonabile leggerezza. Almerio, il padre di Gelasio, insieme ai nipoti erano giunti nel frattempo a casa, di ritorno dalla Cattedrale. Impossibile descrivere la loro disperata costernazione di fronte agli avvenimenti che andavano apprendendo dai servi e dai magistrati. Incredulità, smarrimento, sbigottimento, furono i primi sentimenti che si fecero

