Capitolo XVI

963 Parole

XVI Tutto delle stalle mi piaceva, senza riserve. L’odore che vi regnava, per me non era puzza, ma una specie di pregnanza vitale. Gli appartamentini per le famigliole di porcelli, tutti così a portata d’occhio. Le combinazioni delle covate, il loro numero, l’aspetto e il modo di comportarsi. Ogni box era una specie di scatola che conteneva una mezza dozzina di prelibatezze rosa. Poveri porcelli, talmente carnali e saporiti da sembrare essi stessi contenti di esistere solo per diventare cibo succulento. Tutte le mie preoccupazioni per la perdita delle stalle si rivelarono infondate. Peppe fu il primo a visitare il nuovo studio, naturalmente accompagnato da Lello: «Stu lavoru è vinuto proprio vé. Te ssè rivalutata pure la casa!». Il capo porchettaro gongolava mentre faceva da Cicerone n

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