Punto di vista di Faith Ogni ticchettio dell'orologio dopo la partenza di Astor era una pugnalata di preoccupazione. Kyle. Nostra figlia. Lui aveva calcolato tutto? Astor aveva commesso un errore? Mi si stringeva lo stomaco al pensiero che Kyle sapesse che stavamo cercando di ingannarlo. Il telefono giaceva silenzioso sul comodino, come uno scherzo crudele. Nessuna chiamata da Kyle. Niente. Questo non faceva che aumentare il battito del mio cuore. Mi rigiravo nel letto, ripensando a ogni parola che io e Astor ci eravamo scambiati, a ogni dettaglio del nostro piano. Il sonno, quando finalmente arrivò, non portò pace, solo incubi fugaci e confusi. Il primo accenno dell'alba, una debole luce grigia che filtrava attraverso le tende, fu una piccola grazia. Mi alzai con il corpo ancora dolora

