Capitolo 48

1028 Parole

La verità non solo faceva male, era una malattia fisica. Ero rannicchiata sul bordo freddo del lago con il viso nascosto tra le ginocchia. Il rumore dell'acqua che scorreva avrebbe dovuto essere rilassante, ma tutto mi sembrava rumoroso. Astor non sarebbe mai cambiato. Quel semplice pensiero finalmente affondò nel mio cuore, acuto e pesante come una pietra. Avevo passato gli ultimi due giorni a trovare scuse, a coprirlo, credendo che il mio amore fosse sufficiente a riparare le parti rotte della nostra relazione. Ma il mio amore lo aveva solo aiutato a distruggermi. Tremavo, non per il freddo, ma per la consapevolezza di aver sprecato tutta la mia vita. Volevo urlare fino a lacerarmi la gola, ma riuscivo solo a emettere suoni rauchi e spezzati. Sentivo di perdere il controllo, di volar

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