Non poteva saperlo. Razionalizzando, pensava di no. Non era entusiasta del suo compito, il generale. Quel giorno non lo vide da nessuna parte, non lo avvistò neppure da lontano. Non uscì a cavallo, non andò a camminare con il suo cane. Anzi, non vide neppure il cane, una grossa bestia fulva e un po’ tonta, con le orecchie pendenti e la lingua sempre di fuori. Quella sera Quarzine le portò di nuovo la tazza con il narcotico e aspettò con aria imbarazzata finché non ebbe bevuto tutto. «Lo fanno anche a te?» chiese Mala, solo per turbarla. «Ti fanno bere questa robaccia e ti scopano tutta la notte?» Quarzine scappò via e Mala si addormentò con un sorriso maligno in faccia. Si svegliò senza strascichi. Per prima cosa si pentì di essersela presa con la cameriera. Era una ragazza semplic

