2. Falke non si era addormentato, non poteva. Il suo corpo era scosso dai brividi e il dolore... il dolore non gli dava tregua. Il principe amandrese l’aveva lasciato dov’era, al suolo, più nudo che vestito, a tremare e a piangere in silenzio. In silenzio perché non voleva che Mercure si risvegliasse. Nessuno gli aveva mai fatto male come lui. Il braccio di Falke pulsava per la ferita. Come il resto del suo corpo, era sporca di fango ormai secco. Ora che Mercure aveva finito, il dolore alle viscere si era un po’ calmato, ma quello che gli aveva fatto era stato brutale. Rimase a terra per ore, le labbra rotte e riarse dalla febbre. Assetato. Scosso da un freddo che lo faceva tremare forte, acuendo i suoi mille dolori. Aveva la faccia gonfia per le botte, le costole gli procuravano una f

