3. Il suo fratello pazzo la andò a trovare mentre era a letto con suo figlio addormentato tra le braccia. Era piccolo, minuscolo, un maschietto dalla testa coperta di peluria sottile e scura, le dita grandi come un’unghia di Mala. Il suo nome era Acier, più una speranza che un augurio, perché quel bambino avrebbe dovuto essere forte come acciaio. Quando Mercure entrò, Mala lo stava cullando lentamente, riempiendosi gli occhi con la sua bellezza. Pensava ai pochi momenti di intimità passati con Akelei... che follia. Che follia il sentimento che provavano l’uno per l’altra. Non si conoscevano quasi, erano ai lati opposti di una guerra e le circostanze che li avevano portati a unirsi erano orrore puro. Ma quel sentimento esisteva, non poteva negarlo. In quanto a Mercure, era pazzo. Era imp

