Capitolo XXXII Come frate Masseo impetrò da Cristo la virtù della sua umiltade. I primi compagni di san Francesco con tutto il loro isforzo si ingegnavano d’essere poveri delle cose terrene e ricchi di virtudi, per le quali si perviene alle vere ricchezze celestiali ed eterne. Addivenne un dì che essendo eglino raccolti insieme a parlar di Dio, l’uno di loro disse quest’esempio: È fu uno il quale era grande amico di Dio, e avea grande grazia di vita attiva e contemplativa e con questo aveva sì eccessiva umiltade ch’egli si reputava grandissimo peccatore: la quale umiltade il santificava e confermava in grazia, e facevalo continuamente crescere in virtù e in doni di Dio, e mai nol lasciava cadere in peccato. Udendo frate Masseo così maravigliose cose della umiltade, e conoscendo ch’ella

