Canto XXIX Cantando come donna innamorata, continuò col fin di sue parole: ‘Beati quorum tecta sunt peccata!’. 3 E come ninfe che si givan sole per le salvatiche ombre, disiando qual di veder, qual di fuggir lo sole, 6 allor si mosse contra ‘l fiume, andando su per la riva; e io pari di lei, picciol passo con picciol seguitando. 9 Non eran cento tra ‘ suoi passi e ‘ miei, quando le ripe igualmente dier volta, per modo ch’a levante mi rendei. 12 Né ancor fu così nostra via molta, quando la donna tutta a me si torse, dicendo: «Frate mio, guarda e ascolta». 15 Ed ecco un lustro sùbito trascorse da tutte parti per la gran foresta, tal che di balenar mi mise in forse. 18 Ma perché ‘l balenar, come vien, resta, e quel, durando, più e più splendeva, nel mio

