“Col suo, vivrebbe.” “Col suo?” La contessa Fosca aprì tanto d’occhi. “Sicuramente. La liquidazione della sostanza di mio cognato ha dato ottantamila lire d’attivo.” “Bene, pane e acqua, parliamoci schietto.” “Io non sono veramente così gran signore da dir questo. Io apprezzo ottantamila lire. A me basterebbero.” “Bene, diremo: pane, acqua e pomi. E poi bisognerebbe vedere se vi basterebbero. E poi prendete una sposina giovane, bella, tutta fuoco, piantatevi a Torino o a Milano con dei maledetti nomacci di questa sorta, lunghi come da qui a Mestre, con una fila mai più finita di palle e di corni, perché ci hanno a essere anche quelli, vestitela, spogliatela, divertitela, scarrozzatela e anche... sto per dire... sì insomma, arrischiate di far crescere la famiglia, e mi saprete dire, c

