V. Il ventaglio rosso e nero-3

1947 Parole

Il signor Vezza, che si prendeva il suo dolce “commendatore” col caffè mattutino della serva, come al caffè vespertino della dama e sempre di grande appetito, soffriva della privazione inflittagli da Marina. Ma bisognava rassegnarsi; Marina non accordava a nessuno titoli che non fossero di nobiltà. “Rispondevo alle belle signore” diss’egli. “Sentiamo questa meraviglia di finezza” disse Marina guardando con aria negligente il remo del Rico. “Non c’è finezza, marchesina. Si potrebbe dire che nelle lettere anonime delle belle donne c’è sempre un’ombra di riservatezza e in quelle delle brutte c’è sempre un’ombra di abbandono; ma sarebbe volgarità. È l’istinto che bisogna avere, l’istinto della bellezza. Quando Lei, marchesina, entra in un primo piano, bisogna che lo studente, assopito al qu

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