“Sapete cosa facciamo, la sera? Prima Edith lavora e io faccio il sunto francese di questo Gneist per il signor conte. Dopo Edith mi legge Schiller e Uhland, oppure mi dice poesie moderne che io non conosco, poesie di Freiligrath, di Geibel, di... di...” “Di Heine.” “No, mia figlia non legge questo Heinrich Heine. Lo ho conosciuto questo uomo a Parigi. Non è stato buon tedesco. Se Voi veniste qualche volta di sera, io Vi tradurrei queste poesie e Vi darei una tazza di thè, perché Edith mi fa il thè ogni sera.” “Voi” disse Silla sorridendo, “Voi pigliate il thè?” Steinegge si pose a ridere d’un riso muto, contorcendosi, gesticolando. “Ah, Voi siete un maligno uomo. Capisco, capisco. È come se der König in Thule, il Re in Tule, Voi sapete? si mettesse a bere un decotto, non è vero? Io b

