Capitolo 36 La chiamò Rommy. Era una cagnetta meticcia di un anno, abbandonata sull’autostrada da qualche sciagurato. Pezzata, col manto marrone e nero e il musetto dolce. Lo seguiva ovunque. Se lui si coricava, lei gli si metteva accanto. Se lui si alzava, lei gli si strusciava alle caviglie. Mangiava come un lupo. E sorrideva. Lo guardava con quegli occhi grandi e dolci di chi ha sofferto e ringrazia. Gli occhi di chi ha avuto una seconda possibilità. Anche lui aveva avuto una seconda chance. Non era morto e questo era già molto. Ora non si trattava di incollare tra loro i pezzi rimasti della precedente esistenza e rimettere in moto il meccanismo ma di guardare avanti. Con la consapevolezza che ogni giorno in più era un regalo del cielo e non poteva sciuparlo. ‘Fanculo tutto il resto. D

