XXX.Scesa da un autobus, Dinny s’incamminò verso i prati di Wimbledon Common. Dopo una notte quasi insonne, era uscita senza far rumore, lasciando a casa un biglietto dove diceva che sarebbe rimasta fuori tutto il giorno. Attraversò svelta il prato per giungere a un ciuffo di betulle e là si distese per terra. Né le nuvole che correvano in cielo, né il sole che compariva e scompariva fra i rami delle betulle, né i batticoda, ne i tratti di terreno coperti di sabbia asciutta, né i grossi piccioni selvatici che non avevano paura della sua presenza immobile, le apportarono un po’ di pace o il desiderio d’immergersi nella natura. Se ne stava sdraiata sul dorso, tremante, con gli occhi asciutti, domandandosi chi poteva provare diletto a farla soffrire a quel modo. Chi è colpito da sventura, non

