Capitolo XXIX La sera dopo i funerali, la mia padroncina e io ce ne stavamo nella biblioteca; ora meditando dolorosamente - una di noi disperatamente - sulla grave perdita, e ora arrischiando congetture riguardo al cupo avvenire. Si era appena convenuto fra noi che il meno peggio che potesse capitare a Caterina sarebbe stato il permesso di risiedere a Grange insieme a Linton; almeno finché questi fosse stato in vita, io avrei anche potuto conservare il posto di governante. Sembrava una soluzione fin troppo favorevole per fondarvi delle speranze: eppure io speravo, e cominciai a consolarmi nella prospettiva di avere ancora la mia casa e il mio impiego, e, sopra tutto, la mia amata padroncina; quando d'improvviso, un domestico, uno tra quelli licenziati e che si trovava ancora lì, si precip

