«Non sei stata una perfida tu?» dissi io. «Rispondi un po' a questo.» «Forse sì,» continuò, «ma non m'aspettavo che lui fosse così sciocco. Hareton, ora, se ti dessi un libro, lo prenderesti? Ne voglio far la prova.» Gliene mise uno, che aveva finito di leggere, tra le mani; ma lui lo buttò lontano e mormorò che, se lei non smetteva, le avrebbe torto il collo. «Bene, lo metterò qui,» disse Cathy, «nel tiretto della tavola, me ne vado a letto.» Poi mi disse piano di osservare se mai lo prendesse, e se ne andò via. Ma lui non si avvicinò neppure alla tavola, e il mattino dopo lo dissi a Caterina, che rimase delusa. M'avvidi che era spiacente per quel suo ostinato rancore e per quella sua indolenza: la coscienza la rimproverava per averlo distolto dal suo tentativo di migliorare; era pro

