Capitolo XXIV Trascorse tre settimane, mi fu possibile abbandonare la mia camera, e muovermi per la casa; e la prima volta che rimasi alzata la sera pregai Caterina di leggermi a voce alta, avendo la vista indebolita. Eravamo nella biblioteca, il padrone si era già coricato; ella mi parve acconsentisse piuttosto di mala voglia, e, immaginando che i miei libri non sarebbero stati adatti per lei, la pregai di scegliere tra quelli che stava già leggendo. Ne scelse uno tra i suoi preferiti, e lesse di seguito per circa un'ora, poi cominciarono le domande. «Elena, non sei stanca? Non faresti meglio a coricarti? Ti sentirai male a restare alzata così a lungo!» «No, no, cara, non sono stanca,» le rispondevo continuamente. Trovandomi irremovibile, provò un altro metodo per mostrare la sua stan

