14. Isabella Mi sposai davvero di martedì mattina: alle sette in fretta e furia perché non volevo che Paolo facesse tardi a scuola. Paolo ci tirò tutti giù dal letto alle cinque e un quarto. Era nervoso e impaziente come se avesse dovuto sposarsi lui. Per lavarsi e vestirsi impiegò un'eternità e Ettore dovette rassicuralo dicendogli che andava tutto bene ed eravamo in perfetto orario. Per preparare me stessa mi ci vollero appena venti minuti. Olga mi acconciò i capelli e mi fece un trucco leggero. Arrivammo in chiesa puntuali, il parroco ci aspettava sulla porta con aria ancora perplessa, fino all'ultimo forse aveva pensato che fosse uno scherzo. Eravamo in otto in chiesa, compreso il parroco. Nove contando il feto di venti settimane che cominciava a reclamare volume: noi due spos

