No! non era possibile in lui… nel mio Pietro!… il più nobile cuore ch'io abbia conosciuto: era il suo sguardo ardente di passione, e la sua voce che recava l'accento del cuore. Singhiozzante gli gettai le braccia al collo, come per non lasciarmelo sfuggire mai più, e nascosi la testa nel suo petto. «Che vuol dire questo pianto?», domandò egli asciugandomi gli occhi coi baci; «son molto colpevole adunque?» «Oh, no! no!… », singhiozzai; «è che… quello che provo vedendoti… » Egli mi abbracciò, muto, senza rispondere, quasi pentito. Per otto o dieci giorni non mi lasciò più un minuto. Sentivo che questa felicità sovrumana mi logorava lentamente, e mi dava ogni giorno forze novelle per sopportarne la piena. Il giorno che ci fu recato un invito per una serata che dava C***, Pietro mi diss

