otto-3

2062 Parole

«Oh, Pietro!», esclamai infine, «tu non sei lo stesso di prima!… No! tu non mi ami come prima!… » «Narcisa, tu sei folle coi tuoi dubbî penosi… Se non ti amassi come prima, potrei fare la vita che faccio?… » Queste parole, che cercavano di esprimere un pensiero consolante, erano dure per me; esse parlavano di quella vita che avea fatto la nostra felicità come di un sagrifizio. «È vero dunque», proseguii, «questa vita ti è penosa?!… tu sei stanco di farla?!… » «Ascoltami, Narcisa!», interruppe egli, stringendomi le mani, quasi avesse voluto infondermi forza per ascoltare quello che aveva a dirmi, e raddolcire quanto vi poteva essere di amaro; «non si può sempre vivere di questa vita che noi abbiamo fatto, che è la mia più dolce memoria, senza avere delle ricchezze, che io non posseggo,

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