XI Brunella I pensieri su Rina si dileguavano come nebbia al sole. Di tanto in tanto occupavano la mia mente, ma solo per pochi attimi. Avevo provato inutilmente a dissuaderla dal suo progetto insano. D’altronde, ragionavo con me stesso, forse lei stava dalla parte della ragione. Perché reprimere i propri istinti naturali? Perché seguire le regole imposte da una morale restrittiva stabilita da chi non la rispetta? Perché non dare sfogo ai propri desideri, seppure scandalosi e scostumati? La rabbia e la delusione pian piano lasciavano il posto a una misurata comprensione, pur se in me rimaneva la convinzione dei rischi che comportava una tale professione. Nei giorni che trascorrevano fitti, mi veniva da pensare al castello di Venere a Erice, visitato durante una vacanza in Sicilia. Condot

