XIV La piccionaia Le prime due volte che provai ad allevare piccioni non ebbi successo. Nonostante li avessi tenuti chiusi per dieci giorni nei loro nidi, appena liberati s’alzarono in volo e fuggirono via. I nidi li avevo ricavati da una cassetta della frutta, con un tramezzo a separarli. L’avevo appesa in alto, fissandola con il filo di ferro sulle robuste travi del pollaio delle galline. I piccioni li avevo comprati al mercato degli animali da cortile, che si teneva di sabato a Foligno, in uno spiazzo largo, lungo la riva sinistra del fiume Topino, in via dei Mille, a porta Todi. Siccome ero deciso a non mollare, tornai di nuovo lì a comprarne altre due coppie. «Anche stavolta non è andata bene» dissi alla signora bassa e tozza che li vendeva. «Cosa devo fare?» Lei mi guardò compass

