XIII Adele La fine del mese di giugno fu davvero splendida. Fin verso la metà era piovigginato continuamente e, di sovente, forti temporali, accompagnati da tuoni e fulmini, scuotevano il cielo plumbeo e scuro. Poi, come in altri anni era avvenuto, il tempo si mise al bello e arrivò il caldo. Il sole risplendeva in cielo mitigando l’aria satura d’ odore d’erba imbevuta di pioggia. Nel piccolo lembo di terra di Dario Morganti la natura sprigionava la sua esuberanza. L’orto e il piazzale erano un fantasmagorico turbinio di colori, il verde delle piante si mescolava col rosso dei gerani, il bianco e il rosa degli oleandri si confondevano con il giallo dei fiori delle ginestre ai margini del muretto, proprio là dove terminava la sfilza di piantine di pitosforo interrate la primavera preceden

