– Ed allora adesso io ti faccio “Eso” come dici tu, che ti piace tanto. – Luana, che non demorde. Arriccia la fronte, spalanca gli occhi, tira gli angoli della bocca, mezzo sorriso, una mano sul fianco, peso spostato sulla gamba destra, culetto in fuori, e la mano con il palmo rivolto verso l’alto, con il braccio piegato a novanta gradi, e pronuncia “Eso”, come dire è così, si questo te lo confermo. Oppure nel senso di desculpa, mi dispiace, non centro niente io, è evidente no. Ed il sorriso di Luana si spegne con quello di Alisha davanti alla maschera mortuaria che sono, mentre io, che fluttuo intorno a loro, per un breve attimo mi diverto, poi ritorno alla triste realtà. Le ragazze si lasciano andare in gesti consolatori. Per scaricare la tensione, la paura, l’apprensione con le soprac

