Litigi incompresi

3977 Parole
"Per le lezioni di pratica di oggi pomeriggio, vi farò combattere nuovamente contro dabi, così vedremo se ora qualcuno riuscirà a fare qualcosa." annunciò il prof Aizawa. Dabi, deliziato dalla possibilità di atterrare nuovamente i futuri Hero, con un ghigno rispose: "Tremate miei piccoli pulcini, vi farò di nuovo tutti quanti arrosto!" La 1A era più che allarmata, visti i risultati dell'ultima lotta. "Vedi di non usare troppo il tuo Quirk, o incendierai un'altra palestra." gli ricordò il professore. "Che esagerato." commentò l'ex Villain. "È bruciato appena mezzo campo." In quel momento, la porta della classe si aprì. "Salveee!" "È Hawks!!!" urlò in coro la classe, specie le fan dell'eroe. "Cosa ci fai tu qui?" chiese Aizawa. "Ah ecco...." Hawks prese da parte il professore e spiegò le sue ragioni. "Un'altra volta?" gli rispose sorpreso. "Come le ho detto prof, è una missione a lungo termine, anche se facciamo progressi." " Sisi ho capito, già informato il preside?" "Ovvio!" " Va bene. Dabi..." "A quanto pare per oggi l'avete scampata." Disse uscendo dalla porta e salutando tutti. La classe intera fu talmente sollevata del disastro evitato che un eco di sollievo ed allegria si espanse per l'aula. "Fossi in voi farei poco gli allegri!" li sgridò il prof. "Il test di domani è spostato ad oggi. Domani vi batterete con lui." La risposta, fu un coro: "MA QUESTO È PEGGIO!!!" - fuori da scuola - Dabi pov. "Non credi di andarci troppo pesante con quei ragazzi?" mi chiese Keigo. "Dovranno affrontare cose ben peggiori del sottoscritto se vogliono diventare Hero." Stavamo camminando per le strade della città in abiti in borghese, per quanto fosse possibile nascondere le ali di Hawks e le mie affascinanti bruciature. "In effetti anche noi abbiamo... Scusa." Il sorriso sul suo volto scomparve, forse credeva di farmi sentire a disagio tirando in ballo il nostro comune e triste passato. Gli sollevai il volto e lo guardai dritto negli occhi sorridendogli. "Ehi, tranquillo polletto. È acqua passata." "Mi dirai mai cosa è accaduto?" chiese serio. A quella domanda mi irrigidii. Non sapevo da che parte iniziare a spiegare. Senza contare che non avrei potuto fargli comprendere l'intera faccenda o avrei distrutto la stima che provava per l'uomo che lo aveva indirizzato verso la strada da Hero. Quello stesso uomo che era conosciuto da tutti come l'hero numero due e che per quanta paura incutesse, nessuno avrebbe mai pensato a che mostro fosse stato. "Forse non riuscirò a spiegarti tutto e nella maniera in cui tu vorresti che io lo facessi, è solo questo il mio dubbio." dissi per non lasciarlo completamente deluso. " Ho capito, però sappi che per me la cosa che più conta è che tu sia vivo e che sia qui." Mi tornò il sorriso sentendolo dire così. " La potrei prendere come una confessione la tua sai?" " Cosa?!" fece colto alla sprovvista. "Ci tieni così tanto a me?" "Certo!" " Ed esattamente in che modo tieni a me?" Hawks restò paralizzato dalla mia domanda. Quanto teneva a me? Di sicuro molto. O almeno ci speravo. In quale modo teneva a me? Probabilmente, cominciava a capirlo solo adesso che ero tornato. Ma esattamente come lui era ancora insicuro dei suoi sentimenti, io ero incerto se farmi del tutto avanti o meno. Però... In che modo tieni a me? Perché io Keigo, tengo a te in un modo in cui non ho mai voluto nessuno. "T-to-chan cosa fai?" Ero così vicino al suo volto, così tanto che il minimo spostamento di uno dei due avrebbe di sicuro portato entrambi a scontrare i nostri nasi ed infine anche altro. Poi posai una mano sulla sua guancia e ne accarezzai la pelle. "Sei più carino quando arrossisco, fa risaltare i tuoi occhi ed inoltre la tua faccia s'intona alle tue ali quando ti succede." Per l'imbarazzo, divenne ancora più rosso, Percepivo perfettamente il battito del suo cuore aumentare all'impazzata. La cosa mi fece ridere di gioia. Almeno oggi ero riuscito a vedere così tante sfumature di lui, che la distanza che avrei dovuto porre fra noi da quel momento, mi sarebbe stata meno dura grazie ai nuovi ricordi. " Kei, temo non potremo più uscire. Almeno per un pò." "Perché?" Perché? Se un attimo prima stava parlando di tutt'altro, ora cos'e questa storia? - di sicuro era ciò che pensava kei. "Potresti essere in pericolo." dissi. "me lo ha consigliato anche Izuku, ma vi ero arrivato già da solo." "Cosa sta succedendo?" domandò con sguardo preoccupato. "Izu ha scoperto che vi è un infiltrato della lega a scuola. So che sei il number 3 hero ma ho visto cosa sono capaci di fare ed ho paura per te. Se capissero che abbiamo qualche collegamento non ci penserebbero due volte ad attaccare uno per ferire l'altro." " Ho... Capito." " Mi dispiace kei." dissi sincero. " No è solo che... Speravo potessi passare più tempo con te." " Non sei il solo. Ad essere onesto, in questi anni la tua assenza si è fatta sentire fin troppo. " [Anche per Hawks valeva lo stesso. La sua vita aveva tutto un colore diverso da quando lui era scomparso.] " Che ne dici se andiamo a prendere qualcosa da mangiare prima di rientrare?" propose Hawks. Io proposi di meglio. " Che ne dici se andiamo un attimo da te invece?" Raggiungemmo quindi il suo appartamento in cui viveva solo, facendo dovuta attenzione alle varie telecamere per non farci scoprire assieme. Subito dopo essere entrati dalla porta, tirammo un sospiro di sollievo. Poi iniziai a guardarmi attorno, correndo per tutte le stanze. " No ma sul serio vivi in un appartamento del genere?!? Ti rendi conto che io ho una stanza che sarà grande come il tuo bagno?!" feci presente. "Eheh, anche chi fa l'hero guadagna bene." "Adesso provo un'invidia pazzesca. Come cavolo puoi avere un letto così grande, io ho quello dei mocciosi!" dissi entrando nell'ultima stanza. La sua camera da letto. Eppure, anche in quella, notai lo stesso problema. Era soffocante per quanto fosse il più neutra possibile. Esattamente come tutte le altre stanze. In un certo senso, era come tornare al passato. Stanze tutte uguali, sale tutte uguali, un unico colore in diverse sfumature. Qui ce n'erano di più ma era come essere in un albergo, non in una casa. E questo mi fece male al cuore. Io avevo una stanza minuscola, questo era vero. Ma tra shoto ed izuku, quella era diventata casa. Mi avevano preso e prestato oggetti. Al confronto, quell'appartamento sembrava una prigione. " Sai, per evitare di cadere la notte quando sbatto le ali." disse riportandomi al presente. "Ora che ci penso, ricordo che alla fine uniamo sempre i nostri letti alla parete, così non potevi caderci giù." " E tu dormivi meglio con qualcuno vicino." " Dormivo bene perché eri tu sciocco." " Wah!" gridò mentre lo presi sollevandolo per poi finire col cadere insieme sul letto. " Sai cosa ho rimpianto di più in tutti questi anni? Il fatto di non averti trascinato a forza via con me. Ma tu continuavi a blaterare del tuo sogno di diventare Hero. Non ho potuto farlo." dissi con un sorrisetto che svanì alla frase successiva. " Credevo fosse anche il tuo. Diventare qualcuno che salva le persone. " " Come avrebbe potuto visto che non ero in grado di salvare neanche me stesso?" Keigo mi osservava preoccupato. " Touya sul serio, cosa è accaduto a quel tempo?" Sospiri capendo che non potevo tenerlo ancora troppo all'oscuro. "Sono accadute cose, molte cose. Quelli credevano che sarei stato più utile come cavia, a mio padre non importava di certo, non so se lui sapesse ma pur di farmi diventare ciò che voleva non si sarebbe risparmiato. Così sono scappato. Per non perdere la faccia hanno dichiarato la mia morte dando la colpa ad un incidente nel corso degli allenamenti anche se lo fecero credere un suicidio per quel che ne so. " " Ma le ferite che porti? " " Non hanno smesso di darmi la caccia. Se ero morto per la mia famiglia, per loro ero una cavia ancora più utile. Avrebbero potuto sezionarmi e nessuno avrebbe fatto più domande. Quando mi hanno trovato mi sono dato letteralmente fuoco. Ero ridotto malissimo, mi ha trovato una vecchietta che era ex infermiera e si è presa cura di me finché è morta. Dopo ho iniziato a vagabondare un pò, l'idea era trovare un modo per vendicarmi su quell'uomo che era stato mio padre ma alla fine ho incontrato Izuku, per qualche strana ragione mi ricordava il mio polletto preferito, quando ho avuto bisogno di sfogarmi lui c'era e quando è stato lui ad aver bisogno l'ho aiutato io. E adesso mi ha riportato a ragionare come una persona, non come un animale, mi ha riportato a capire le cose importanti. Vorrei poter riabbracciare i miei fratelli ma so che sarebbe troppo per loro. Però ho ritrovato te ed in questo momento credo mi basti. " " Hanno sul serio-" Gli potevo leggere la rabbia dentro. Era furioso per aver creduto alle bugie dei nostri carcerieri. Ma lo fermai dal dire altro. " Sì. Ma tu hai sempre voluto fare l'eroe. E sapere tutta questa storia... non so se mi avresti creduto. " " Certo che ti avrei creduto! Tu sei più importante di loro." "Se continui così mi monterò davvero la testa sai?" Eliminai la distanza fra noi ed unii le nostre labbra in un bacio. "T-t-touya?" rispose timido arrossendo. "È questo quello che intendevo dire. Tengo a te perché tu mi piaci in quel senso." Era ancora più rosso delle sue ali. Questa reazione mi causò una breve risata. " Che fai, resti muto adesso?" gli chiesi accarezzandolo. "Scusa è che... Io.... An-anche tu mi piaci o meglio, mi piacevi anche allora solo che non lo avevo realizzato." Ciò che più volevo sentire. Che per notti e notti avevo sognato. "Ahahahah... È troppo chiedere un pizzicotto sperando non sia un sogno?" "Stupido! Ero serio!" urlò lui. "Lo so, l'ho capito dai tuoi occhi." Tornai a baciarlo e, stavolta, unimmo anche le nostre lingue, quella era la più bella giornata che avessi passato da parecchio tempo. Di sicuro sarebbe potuta essere ancora migliore. Portai le mie mani sotto la sua maglia per raggiungerne i capezzoli, sentendolo poi gemere. Eravamo così assorti nella nostra unione, così vicini che... "BIP BIP BIIIIIIIIP" "che cazzo succede?!?" dissi. Quasi mi era venuto un infarto per quanto rumore aveva fatto quell'allarme. Senza contare che mi stava disturbando sul più bello. "oh, è la sveglia del mio telefono." rispose Kei. "la sveglia? Che te ne fai della sveglia di pomeriggio?!" "non è la sveglia per un pisolino è solo l'allarme che mi avvisa che- cazzo!" "che?" chiesi confuso. " il coprifuoco!" "quale?" " Il tuo idiota!" " ah, è vero...." mi ci volle un poco per metabolizzare il discorso. Ci guardammo ancora un attimo e poi in tutta fretta gridando qualche altra bestemmia ci precipitammo fuori dall'appartamento correndo all'impazzata. . . Erano quasi le otto e mezza, dabi si sarebbe dovuto dare una mossa. *ancora cinque minuti e il prof aizawa farà partire l'allarme fuga. Ma dove cavolo è finito?!* Dabi: Eccomi sono qui. Izu: alla buon'ora! Ti rendi conto che per poco non ti davamo per disperso? Dabi: scusa mocciosetto, abbiamo trovato traffico. Lo guardai male con un volto che tutto diceva tranne di credere a quanto appena detto da lui. *Non me la dai a bere in questo modo, lo sento fino a qui che c'è puzza di bugie. Per quanto tu possa essere bravo non riuscirai mai a nascondermi davvero le cose.* Aiz: Dov'è Hawks? Dabi: Ha avuto una chiamata urgente e mi ha sbollato all'ingresso ed io da bravo ragazzo sono tornato a casina da solo, non ne è felice? Aiz: Tra te e midoriya non so chi sia peggio nei modi di fare. Il prof ci guardò entrambi nella solita maniera che faceva quando doveva riprendere l'intera classe per quello che avevano combinato. Dabi: Allora se non c'è altro torno in stanza. Lo vidi salire per le scale in tutta fretta. Di sicuro mi nasconde qualcosa, ha cominciato ad essere strano così da quando esce con Hawks. Dovrò parlarci di nuovo più tardi. Dabi pov Salii in tutta fretta fino alla mia stanza, chiusi la porta e dopo aver sospirato per il fatto di averla scampata liscia per il ritardo corsi verso la finestra. La aprii è trovai il mio adorato polletto aggrappato al cornicione, per non farsi notare troppo, che aspettava di entrare. Dabi: Avanti sali! H: Ehi, fa piano! Lui cadde dentro la stanza facendo volare qui e là alcune Piume. Dabi: Cavolo! Quelle ali sono decisamente un problema quando devi passare per finestre così. H: Perché mi ha fatto entrare da lì allora?! Dabi: Per continuare quello che stavamo facendo a casa tua mio bel piccione e adesso... H: Wow touya-ah! Lo presi e lo portai sul mio letto mettendomi sopra di lui. Dabi: Che bella la tua voce, voglio sentirla di più. Lo vidi arrossire e mi venne da ridere. Lo avevo desiderato così tanto in passato e lo desideravo anche adesso. Presi a spogliarlo tra un respiro ed un bacio, levandogli la maglia che indossava poi togliendo la mia. I nostri petti si scontravano l'uno con l'altro, leccai il suo collo scendendo sempre più. Lo sentii gemere quando raggiunsi i suoi capezzoli e cominciai a mordicchiarne uno mentre con la mano torturavo l'altro. Le sue ali si arruffavano diventando più ingombranti per via dell'eccitazione che gli procurava il mio tocco. Tolsi i miei pantaloni, lui cercò di fare lo stesso coi suoi ma era molto impacciato quindi lo aiutai io. Gli presi il volto e lo baciai ancora. Iniziai a prepararlo dopo aver preso dal cassetto un tubetto di vaselina e averla messa sulle dita. Sussultò quando una sua ala sbattè contro il muro. Dabi: Non riesci a rimpicciolirle un poco? H: cr-credo di no in questa situazione, forse sono troppo nervoso e non riesco a controllarle bene. Mi rivolgeva un sorriso imbarazzato. Poi mi venne in mente la soluzione perfetta. Lo tirai su e lo feci sedere sopra di me, restando a bordo del letto lui aveva tutto lo spazio per lasciare libere le sue ali. H: to-touya questa posizione è un pò- Dabi: non ti preoccupare, ti aiuterò io a muoverti una volta dentro. Tolsi le dita e mi inserii dentro di lui, tenendo saldi i suoi glutei cominciai ad aiutarlo nei movimenti. Mentre guardavo affascinato il suo muoversi su è giù sopra di me, non potevo evitare di pensare che lui fosse lo spettacolo più bello del mondo. Ansimava contro il mio collo dove aveva poggiato le sue labbra, lasciandomi scie di succhiotti di cui avrei dovuto spiegare la provenienza ad alcuni ragazzetti. La sua erezione si strusciava contro i miei addominali, decisi di stuzzicarlo un pò con la mano muovendola a ritmo coi nostri corpi. H: Ah! Touya~ Dabi: continua a muoverti. H: Non- ah! Tieni ferma quella mano! Dabi: ma se ti sta piacendo da morire. Voleva venire ed anch'io ero al limite. Lo sollevai ancora qualche volta per poi farlo sedere completamente di colpo ed in quel momento venimmo entrambi sporcandoci a vicenda. Eravamo senza fiato, l'eccitazione del momento non si dissolse e ci portò ad unire le nostre labbra in un bacio profondo, una danza perfetta delle nostre lingue, le sue mani tra i miei capelli le mie ancora sui suoi fianchi mentre ci godevamo quel tanto e atteso momento. ******** -mattino- -Porta che si spalanca- Izu: Buongiorno e sveglia miei belli addormentati! H: Aaaah!!! Dabi: Che cazzo ci fai qui?! Come sempre qualcosa doveva interrompere il mio momento di pace. Il buon caro cespuglio doveva per forza svegliarci a quest'ora del mattino?! Ed io che mi stavo ancora godendo il calore di keigo ancora abbracciato al mio corpo, mentre adesso si era coperto a modi di fantasma per l'imbarazzo di essere stati trovati in quella situazione, nudi e aggrovigliati assieme. Izu: Primo, per questo genere di cose se non fai come shoto che pur di non sentire me o kacchan farlo ha isolato le pareti stai pur certo che il tuo vicino sentirà ogni respiro mentre lo farete e secondo, il tuo ragazzo sta per passare come disperso ed un certo endevaor sta venendo qui per sapere in che guaio ieri hai cacciato il suo collaboratore visto che sei l'ultimo ad averlo visto. Dabi, Hawks: CAZZO! Izu: Muovetevi a vestirvi, sono rientrato in tutta fretta per avvertirvi. Dabi: come diamine è possibile che tu ci abbia sentiti quando io non ho mai sentito te e il riccio? Izu: ho avuto la decenza di andare a farlo nella sua stanza per non scandalizzare le tue orecchie e sorbirmi una ramanzina da te il giorno dopo. Dabi: scommetto che è per questo che il rosso ti odia tanto. Izu: come se mi fregasse qualcosa, imparasse a stare al suo posto una volta tanto. Ancora mi da fastidio e manco sa tutta la storia su noi. Meglio se indossi qualcosa dabi quei succhiotti sono un pò troppo evidenti. Ah muovetevi, sento passi più pesanti giù all'ingresso. Mi girai verso Hawks. Non c'era tempo di farlo nascondere in un'altra stanza del piano. Dabi: Devi uscire dalla finestra. H: Cosa?! Un'altra volta? Dabi: Sì. Muoviti! H: Giuro che questa me la paghi to-chan! Mi urlava mentre tentavo di spingerlo fuori. Dabi: La colpa è tua che ti metti a collaborare con quell'idiota di una torcia umana! H: Non insultarlo! Wow!! Lo buttai giù e richiusi la finestra. Izu: To-chan? Dabi: Che c'è? Anche tu hai un nomignolo per il tuo! Izu: Un nomignolo dato da bambino, e poi si può sapere da quanto è che tolleri così tanto gli Hero da portartene uno a letto? Non mi mentire, vi conoscevate già vero? Dabi: Non è il momento adesso per- En: Dabi! Che fine hai fatto fare ad Hawks?! Ecco! L'ultima persona che qualcuno vorrebbe ritrovarsi in camera dopo la più bella scopata avuta. Anche non fosse il mio vecchio sarebbe comunque orribile veder sbucare questo deficiente in tutina blu con l'espressione del cazzo tipica sua. Dabi: Non si usa più bussare? E poi che vuoi che ne sappia? Mi ha lasciato qui e se n'è andato via, magari aveva un appuntamento? En: Non risponde da ieri al telefono, da quando ti ha lasciato qui. Dabi: Magari lo ha perso. *si, a casa sua per la fretta di correre qui.* En: Sputa il rospo ragazzino o vedrai come ti riduco! Dabi: Tu non riduci a nulla proprio nessuno! Quello a farti il culo sarò io se non la pianti! En: Piccolo insolente come osi?! Nessuno ti ha insegnato i giusti modi?! Dabi: Ah! Ci hanno provato ottenendo l'effetto contrario! *dopotutto sei tu che mi hai portato a questo.* En: Tuo padre non doveva avere spina dorsale se ti ha lasciato questo linguaggio! Dabi: Finalmente qualcosa su cui siamo entrambi d'accordo! Hai ragione, quello stronzo persino adesso non avrebbe le palle giuste per confrontarsi davvero con me! Izu: CALMATEVI VOI DUE! Era parecchio che non sentivo izuku gridare così. Era veramente irritato ma per quanto avessi imparato a non doverlo far arrabbiare di più, non potevo evitare di rivolgermi a quel modo verso quella creatura infima che tutti chiamavano eroe. Izu: Questo è il dormitorio di una classe e caso vuole che la stanza qui di fianco sia la mia e ci terrei ad evitare che VOI DUE ZUCCHE VUOTE LE DESTE FUOCO!! Dopo averlo sentito cercai di calmarmi in ogni modo. Con mia sorpresa quell'idiota davanti a me fece lo stesso. Credo non se lo immaginasse proprio che il mio amico avesse quel caratterino o le palle per rispondergli. Izu: Ora, sicuramente ci sarà un motivo per cui Hawks- H: Buongiorno endevaor San! En: Dove cavolo eri finito?!? Hawks arrivò al piano e si precipitò a calmare la situazione. H: Ah sa com'è, un appuntamento, ero un pò brillo e mi sono addormentato al bar, il proprietario mi conosce e mi ha tenuto lì per la notte. En: Roba da matti, pensavo avessi più buon senso, andiamo. Izu: Non dimentica qualcosa? Tipo chiedere scusa. Dabi: Lascia perdere Izu quel tipo non ha mai chiesto scusa per nulla in tutta la sua vita e non lo farà di certo ora. Se ne andarono, Hawks mi guardò un pò perplesso prima di sparire con l'altro. Izu: Dabi cosa succede? Dabi: Entra e chiudi la porta per favore. - mezz'ora dopo - Izu: Quindi mi stai dicendo che è tuo padre?! Dabi: Si Izu: Ma allora shoto?!? Lo sa? Glielo hai detto? Dabi: No. Izu: Dabi tu devi dirglielo! Dabi: Meglio di no per il momento. Anche keigo non sa nulla. Izu: Non puoi dire sul serio, COME CAVOLO È POSSIBILE CHE TU NON GLIELO ABBIA DETTO?! Dabi: Come faccio a dirglielo?! Come posso dirgli che il suo idolo è in realtà un coglione a cui non è mai fregato un cazzo dei propri figli e che quello che doveva essere morto è in realtà il suo ex migliore amico ed attuale ragazzo?!? Come?! Izu: Si va bene il tuo ragionamento l'ho capito, ma non ho capito COME, TU POSSA VIVERE A DUE PORTE DI DISTANZA DA SHOTO E NON DIRGLI UN CAZZO!?!? sai benissimo come lui ci soffra. Te lo ha raccontato più di una volta! Dabi: Non ce la faccio a guardarlo in faccia e dirglielo va bene?! Sono un fottuto fifone del cazzo e adesso esci! Vorrei farmi una doccia. Gli dissi mentre mi levavo la maglia ed entravo in bagno. Izu: Sei solo uno stupido. Izuku fece per aprire la porta ma fuori si trovò davanti a shoto. Izu: Shoto ... Corse via ed io dopo aver visto la sua espressione lo seguii. Dabi: Piccolo shoto aspetta! Avevamo raggiunto il cortile esterno. Sho: Tu! Perché non ti sei fatto vivo prima!?! Perché non me lo hai detto subito chi eri?!? Dabi: Io... Sho: Ho sentito abbastanza e non credo affatto che tu abbia avuto così tanta fifa da dirlo. Dabi: Che senso avrebbe avuto? Sho: Come che senso?!? Avrei saputo di avere ancora un altro fratello! Dabi: Anche se sono io non sono più io shoto. Sho: Cosa vuoi dire parla! Dabi: Queste cicatrici sono di quando per scappare dagli uomini a cui endeavor mi aveva affidato mi sono dato fuoco. Ho ucciso anche loro o meglio quelli che mi inseguivano. Ho fatto diverse cazzate, più casini di quanti tu possa immaginare. Lo avresti accettato un fratello così? Sho: Sei pur sempre mio fratello. E poi eri in fuga. Ho sentito la tua storia. Dabi: Sono? Sho: Sei. Mi venne incontro abbracciandomi. Da quanto tempo non lo stringevo a me, anni. Troppi anni distante da quella piccola peste ora cresciuta. Sho: Niente più segreti. E voglio che parli con mamma natsuo e fuyumi il prima possibile. Dabi: D'accordo, appena sarà possibile lo farò. Izu: Ehi avete risolto? Dissi lanciando una maglietta a dabi che era ancora a torso nudo. Izuku ci aveva raggiunto, mi lanciò una maglietta visto che ero ancora a torso nudo da prima. La rimisi velocemente. Dabi: Beh di sicuro più di prima. Izu: Bene perché adesso parlo io, fai in modo di isolare o la mia o la sua stanza, la notte ci tengo a dormire. Sho: Cosa vuol dire? Dabi: Io e Hawks stiamo insieme. Era un mio vecchio compagno di prigionia. Sho: Okay, avete battuto bakugou ed izuku come accoppiata più strana. Izu: giusto quello che dicevo io poco fa. Meritiamo spiegazioni, la versione integrale stavolta. Dabi: Meglio fare questo pomeriggio altrimenti farete tardi in classe. Vidi quei due guardarsi e poi realizzare che la lezione doveva già essere iniziata e gridando insieme "Cazzo! Aizawa ci uccide stavolta!" filarono via.
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