Finalmente io e kacchan avevamo chiarito le cose e tutto sembrava scorrere tranquillo. Gli esami per ottenere la licenza da Hero erano vicini. Ma per fortuna oggi, ci era stata data la giornata libera e non avremmo avuto prove a sorpresa. Quindi chi non si era trovato qualcosa da fare o era uscito a fare shopping, era riunito nella sala comune. Ero sdraiato su uno dei divani a leggere un libro con kacchan seduto invece sul bracciolo. Ma la mia pace stava per essere interrotta.
" Che ne dite di giocare a palla?" fece la saetta.
" Ma che fate, i mocciosi di tre anni?" gli rispose kacchan.
" Dai bakubro, vieni fuori con noi." provò a convincerlo il rosso.
"No." anche il suo amico Sero, provò. "Suvvia bakugou!"
" Vengo solo se anche il nerd accetta."
Ti pareva se non doveva coinvolgere pure me.
" Kacchan, non mi tirare in ballo." risposi scocciato.
" Midoriya vieni?" mi chiesero loro.
" Scordatevelo ragazzi. Io non gioco."
"Lasciate perdere come minimo è una schiappa."
Disse il punteruolo. E questo sarebbe un futuro hero? Pessimo perfino a provocare, quanto meno quando vuole farlo davvero di proposito. Per il resto riesce sempre ad essere un'irritante scocciatura!
" Bel tentativo, ma non sono kacchan. Ci vuole qualcosina in più per provocarmi, rosso."
Sorrisi divertito dal fatto che gli avevo provocato un broncio lungo quanto il tappeto rosso che srotolano agli Oscar.
" Eddai! Cosa vi costa accontentarci. Giusto per staccare da allenamenti, compiti e altro." continuò kaminari.
" Deku? " fece il mio cucciolo.
"Va pure kacchan. Io voglio finire il libro." gli dirri tornando concentrato sulla pagina che stavo leggendo.
" Izuku per favore." Staccai subito lo sguardo dal libro per rivolgerlo su di lui e dovetti reggermi con una mano al cuscino del divano per non ricadere sdraiato con la schiena.
" Stai bene kacchan? Non è che hai di nuovo la febbre vero?"
Lui si voltò mostrandomi le spalle e sussurrò un "lascia stare".
"Vuoi davvero andare a giocare? Con loro, a palla?" chiesi sempre più sorpreso. Si alzò per andare via.
" Kacchan aspetta! E va bene, andiamo."
Ed eccomi incastrato qui ed all'aperto con quelle piattole dei suoi amici e quel demente del rosso per colpa di quel musetto triste che il mio ragazzo mi aveva mostrato. L'ho sempre detto che mi fai una cattiva influenza Katsuki.
" Dunque, che facciamo?" chiese Katsuki.
" Ce la lanciamo e chi la fa cadere o non l'afferra è fuori." rispose Denki.
"Okay." fu l'accordo generale.
Dopo qualche passaggio, notai come capelli a spigolo tentava sempre di farmi cadere la palla di proposito. Ci sarebbe stato un giorno in cui avrei potuto fargliela pagare senza essere guardato male da kacchan o essere espulso?!?
Nel mentre dabi era arrivato alle nostre spalle e mi guardava divertito.
" In fondo ai mocciosi i giochi con la palla piacciono." disse Dabi.
" Stai zitto o giuro che faccio coinvolgere anche te dal gruppo." lo minacciai.
" Midoriya guarda che sei lento." fece kiriscemo.
Questo è troppo. Presi meglio la palla attivando il OFA e la lanciai dritta sul grugno del punteruolo che finì contro un albero.
" Ops, che sbadato che sono" feci io. "Mi sa che per sbaglio ho usato pure il mio quirk. Mannaggia a me, devo seriamente imparare a controllarlo."
La palla chissà in che modo, ancora intatta e non bucata, gli cadde dalla faccia. Sembrava uno caduto dal secondo piano dopo una bella sbornia. Questo combinato a quello che avevo detto per giustificarmi, fece scoppiare a ridere gli altri intorno compreso il mio kacchan che esibì una risata così cristallina e chiara da farmi battere il cuore. Sorrisi soddisfatto per poi rivolgermi al mio amico.
"Ho cambiato idea, questo gioco mi piace un sacco."
Pure lui era scoppiato a ridere.
" Sei proprio cotto di quel buffo riccio. Ti arrabbi tanto ma poi basta una sua risata o sguardo per farti stare meglio." mi disse il mio amico.
" Da quando sei così esperto d'amore?"
" Credimi, ci sono passato pure io."
" Davvero? E chi-" In quel momento, avvertii un cambiamento nell'aria che mi fece venire i brividi per il freddo.
" Che succede?" chiese Dabi nel vedermi preoccupato.
" Dabi, potresti andare a cercare shoto? Credo sia vicino all'ingresso del cancello dei dormitori." gli chiesi.
"Perché?"
" Percepisco un'aria più gelida rispetto a prima. Credo che qualcosa lo abbia fatto agitare ed ha attivato il suo quirk senza accorgersi."
" Va bene, vado a controllare."
.
.
Dabi si mosse velocemente, anche lui preoccupato forse anche più rispetto al suo amico per quello che poteva essere accaduto a todoroki. Raggiunto quasi l'ingresso della zona, trovò shoto a discutere col padre e si bloccò.
" Sei un testone shoto! Devi imparare ad obbedire a tuo padre!"
" Non ci penso nemmeno!" rispose il ragazzo. "Farò quello che devo perché lo voglio non sarò più la tua marionetta!"
"Tu piccolo..."
Vide l'Hero farsi sempre più vicino e minaccioso al ragazzo e quello gli diede la giusta motivazione per agire.
"Basta così!" disse frapponendosi nel mezzo, evitando che endevaor potesse anche solo pensare di fare qualcosa al figlio.
"Dabi!" lo richiamò il minore. Il padre, sorpreso dalla cosa, non tardò nel far sentire la sua opinione.
" Dabi? Quel villain che hanno preso in custodia? Adesso ti allei anche con loro?! Sono il nemico che devi affrontare maggiormente!"
" Dabi non è più un Villain!" rispose shoto. "Ed è un maestro migliore di te!"
" Come osi!" si offese l'uomo.
In quel momento giunse un'altra persona. Un Hero dalle ali rosse e la bionda capigliatura.
" Endevaor-San! La cercano è un'emergenza. Che succede qui?"
Gli sguardi di Dabi e Hawks si incrociarono per pochi istanti prima che il corvino lo distogliesse rivolgendosi al piccolo amico.
"shoto, meglio tornare indietro, izuku era preoccupato per te."
" Non finisce qui il discorso." disse il numero due in classifica.
" Si che finisce qui, non provare ad avvicinarti a lui."
L'ex villain guardava con odio quella possente figura, odio che sapeva bene sarebbe riapparso e tuttavia, non era la sua principale preoccupazione al momento.
" Come se un ragazzino potesse impedirmi di istruire come si deve mio figlio."
" Ah, vedo che sei lo stesso bastardo di un tempo."
Parole di troppo gli sfuggirono dalla bocca, ma fortunatamente non furono colte nel giusto modo.
" Cosa?!" fece sempre più furioso Enji Todoroki.
" Dai Endevaor, ti aspettano su!" lo incitò l'hero alato.
" Lasciami andare Hawks! "
Dabi si voltò seguito dal più piccolo. "Ci si vede polletto." disse.
Alzò un braccio ed inclinò la mano in una direzione. Poteva sembrare un gesto qualsiasi ma Hawks sapeva che cosa voleva dire. Quello era il loro segnale. Con una scusa lascio l'hero number two andare via per primo e tornò in dietro nella direzione che dabi aveva indicato.
" Non posso credere di essere tornato indietro, tutto questo ha dell'impossibile." si diceva il pennuto.
" Davvero?" disse Dabi sbucano da dietro l'angolo. Hawks restò con il fiato spezzato. Non poteva credere hai suoi occhi, eppure era lui, ed era lì.
"To-chan..." lo chiamò. Lo avvolse in un forte abbraccio, ricambiato da quest'ultimo che non riuscì a trattenere un grande sorriso.
" Kei... Le tue ali sono davvero cresciute dall'ultimo nostro incontro."
Glielo disse mentre ne accarezzava dolcemente le piume.
" To-chan... Tu... Sei vivo... Eheh... Sei vivo."
Si separarono e Dabi poté notare che il ragazzo alato stava piangendo. Portò le sue mani sul suo volto e ne asciugò le lacrime. Poi senza distogliere lo sguardo da lui, chiese: "Chi ti ha detto il contrario?"
"Loro mi avevano detto che... Eri morto."
" In effetti è quello che sono, per tutti eccetto che per te. Prima quando ti ho visto arrivare ho sperato che ti fossi scordato di me. Ma quando mi hai riconosciuto ho capito che in realtà era quello che desideravo di più. Che tu ricordassi."
" Scherzi?! non ti avrei mai potuto dimenticare! To-chan... Perché sei diventato un villain?"
" Mi era sembrato meglio quello che morire."
" Cosa è accaduto dopo che ti hanno portato via?" chiese l'eroe.
" Per ora è meglio che tu non lo sappia."
" Perché? Sei al sicuro qui e non sei più un bambino."
" Ragioni sempre allo stesso modo. Non sei proprio cambiato."
" Perché hai voluto vedermi se non vuoi raccontarmi nulla? "
" Perché Keigo, solo tu sai il mio nome. Nessun'altro lo conosce. Promettimi che resterà un segreto fra noi due."
" Perché non lo hai ancora detto a nessuno?"
" Ho una buona ragione per farlo. Adesso più che mai. Ti prometto di spiegarti tutto il prima possibile. Ma devo avere il tempo per prepararmi a tutto questo."
" Ho capito. Magari potresti venire da me così ti spiegherai con calma."
Dabi rise a quella sua richiesta.
"apprezzerei molto il tuo invito, se non fosse per questa cosa che ho alla caviglia."
Alzò l'orlo dei pantaloni per mostrare la cavigliera al piede destro.
"Accidenti! Da quando hanno cavigliere elettroniche in una scuola."
"Me lo chiedo anch'io. Comunque non posso neanche fonderla, se ci provo invia un segnale di tentata fuga. Lo stesso se mi avvicino troppo all'uscita."
" Questo sì che è un problema."
"A me lo vieni a dire? Eppure izuku dice che mi devo ritenere fortunato per non essere già morto o in carcere."
" Izuku?"
"Sì, il ragazzetto che mi ha incastrato in questo impiccio."
"Forse dovrei ringraziarlo, altrimenti avrei continuato a crederti morto."
"Kei... La prossima volta chiedi un permesso, magari visto che sei il numero tre in classifica mi lasceranno uscire se sarai tu a darmi un'occhio."
" Certo. Allora ciao."
Si voltò per andare ma fu afferrato per un braccio e costretto nuovamente a girarsi.
" Kei, aspetta! "
Lo riprese fra le sue braccia poi accarezzandogli dolcemente il volto e sorridendo disse:
"Mi sei mancato."
Si avvicinò di più come se fosse altro quello che avrebbe voluto dire ed altro ciò che avrebbe voluto fare, ma si fermò. Tolse la sua mano da lui e si allontanò di qualche passo, restando a fissarlo con i suoi occhi blu.
"Ecco tutto qui. Ciao."
Si voltò e tornò indietro. Hawks rimase quasi impietrito da quel gesto ed il suo volto si era titno della tonalità delle sue ali.
" Ci-ciao." *ma che cavolo mi prende adesso!? * pensò.
Poco tempo dopo, fu il giorno tanto atteso da tutta la classe.
Izuku pov.
Guardavo il tesserino che mi era appena stato dato, avevamo tutti passato l'esame e tutti avevamo ottenuto la nostra licenza provvisoria.
"Non vedo l'ora di mostrarla a dabi, mi è dispiaciuto non poterlo portare con noi. Avrei voluto vedesse i progressi che ho fatto grazie a lui." disse Todoroki.
"Anche volendo non credo che le altre scuole avrebbero gradito la cosa."
"Lo so." sospirò lui. Il professore ci richiamò per ritornare all'autobus, scontrai la spalla contro qualcuno e mi girai per chiedergli scusa quando...
"Oh scusa ragazzo eheh, purtroppo non guardavo molto dove andavo."
Disse l'uomo contro la quale ero andato a sbattere.
"No... Nemmeno io è che..." stavo cercando di rispondere ma... La sorpresa, era stata troppa, che mi aveva lasciato senza parole con cui comunicare.
"Oh ti è caduto questo. E così sei uno di quelli che ha superato l'esame."
Annuii.
"Non mi stupisce affatto la cosa sai, sei come me in fondo."
Poi sentii di nuovo il professore, mi girai per un secondo e quell'uomo sparì.
Nei giorni seguenti non feci che ripensare a lui.
- Una settimana dopo -
"Ehi nerd, ci sei?!" disse seccato il mio ragazzo.
"Come scusa?" chiesi io visto che non avevo prestato ascolto a quanto mi aveva chiesto. Inutile dire quanto ne fosse rimasto offeso.
"Izuku, che hai?" chiese il mio amico Shoto.
"Scusatemi ragazzi, ero sovrappensiero."
"Dicevo, ho sentito che Dabi era stato avvisato che oggi ci sarebbe stato un incontro con un Hero proveniente dal Tibet. E Bakugou cercava di scoprire la tua opinione o se ti avesse detto di più sull'argomento." disse il cromatico.
"No, non ne sapevo nulla."
Entrò e quasi mi alzai dalla sedia tanta fu la sorpresa. Era lui. Lo stesso contro cui ero andato a sbattere dopo gli esami. Un uomo alto con carnagione abbronzata, testa rasata su cui vi era una specie di tatuaggio con una specie di saetta ad inchiostro sul blu di Prussia, a differenza dell'altra volta ora indossava una sorta di completo da Monaco. Il prof Aizawa lo presentò.
"Ragazzi, questo è un hero della zona del Tibet. È qui in visita in Giappone per osservare le differenze tra i due luoghi. Ha anche assistito agli esami per vedere i metodi con cui alleniamo e valutiamo i futuri eroi."
Mentre io ancora faticavo a credere a quello che percepivo di lui, i miei compagni si chiedevano come sarebbero riusciti a comunicare con un Hero tibetano.
" Piacere ragazzi. Io sono Anjali Wiyyan, il mio nome da Hero è The guardian. Come vedete parlo bene la vostra lingua quindi non fatevi problemi." disse l'hero nella nostra lingua.
Quando lo sentirono, partirono a raffica con le domande.
"qual è il tuo quirk?"
"in quale campo sei specializzato?"
"affronti molti villain nella tua zona?"
E così via.
"accidenti quante domande. Dunque, il mio quirk consiste nel controllo dei quattro elementi ossia terra, acqua, aria, fuoco. Data la sua vasta applicazione ho deciso di specializzarmi nel controllo e salvataggio durante le catastrofi. Come saprete, in Asia non è Insolito che accadano questi fenomeni. Io intervengo sempre in questi casi. Anche se in passato ho aiutato nella cattura di alcuni villain, sono più portato per altro. Giro spesso per tutto il mondo intervenendo dove necessario, sono un cosiddetto eroe nomade. "
Per circa mezz'ora continuarono ad interrogarlo sul più e sul meno. Poi seguì le nostre lezioni ed i nostri allenamenti fino a fine pomeriggio quando ci salutò. Lo seguii fuori e quando se ne accorse si girò. Ci sedemmo su una panchina lungo il viale d'ingresso.
"Allora ti sei stupito di rivedermi?" mi chiese.
"Lo ammetto è stato un colpo quando sei entrato dalla porta."
"In ogni caso il mio nome l'ho già detto ma non ho ancora sentito da te il tuo, anche se mi è stato detto dai tuoi Quirk."
"Quindi anche tu li capisci?!"
" Non era chiaro la prima volta?"
Ciò che avevo sentito dai suoi Quirk quando lo avevo incontrato, io ancora lo ricordavo bene.
*Ciao ragazzo, anche tu parli ai quirk come il mio proprietario, che cosa singolare trovare uno di voi qui.*
Fu ciò che mi disse una parte del suo potere. Tornai al presente tenendo lo sguardo fisso su quella persona, la prima che incontravo con la mia stessa capacità.
" Perché è così strano che io mi trovi qui? Come te e me ce ne sono altri? Riesci a fare altre cose oltre a-"
"Piano ragazzo ahah. Ti si infiamma subito lo spirito a quanto vedo. Allora prima il nome."
" Izuku, midoriya izuku." risposi.
"Ciao, dunque in effetti è strano. Di norma chi ha capacità come la nostra vive in zone più libere di questa."
"Libere?"
"Si, senza i palazzi. Io per esempio vivo in un villaggio sulle montagne, anche se per lavoro giro molto ma la nostra natura è a questo che ci porta. Essere nomadi. Per la tua seconda domanda, come ti ho detto "noi" viviamo in zone libere. Nel mio villaggio siamo in tre ad avere questa dote, io ed i miei fratelli come li chiamo, ma non abbiamo veri legami di sangue. Siamo simili e tutti orfani, ci siamo trovati ad essere la famiglia l'uno per l'altro. È stato il maggiore di noi ad insegnarmi ad usare questa particolarità. "
" Ma... Quindi la hai dalla nascita?"
" Anche tu."
" Non io, ce l'ho solo a malapena da due anni. "
" Questo è impossibile, magari non te ne sei mai accorto e pensavi fosse qualcosa di diverso."
" Qualcosa di diverso..."
" Sai mi fa piacere aver incontrato un ragazzo come te, hai diversi quirk ma tutti dicono che sei un bravo portatore e capisci al volo ogni singola voce di questi ed anche degli altri. Di solito ci vuole molto per abituarsi nell'utilizzo."
" Io non so cosa dire. Pensavo di essere l'unico a poter fare una cosa del genere."
" Mi dispiace deluderti. Dovresti vedere più luoghi di questo, magari comprenderesti meglio le cose. Potresti venire in Tibet con me e vedere come è la scuola lì, potrei presentarti ai miei fratelli, impareresti molto."
" è davvero... Un'offerta importante. "
" allora parti con me."
******
Dopo quella chiacchierata, tornai in camera mia. Aveva detto che era una capacità innata e che non dipendeva da un quirk.
"Izuku si può sapere che ti piglia oggi?" mi chiese Katsuki. Ero entrato nella stanza e non avevo detto nulla. Lui come sempre mi aspettava lì, era seduto sul letto che leggeva. Io ero sdraiato a metà e guardavo il soffitto. Avrei dovuto dirglielo? Beh, mal che vada si farà una grande risata no?
"Kacchan... Kacchan c'è una cosa che non ti ho detto su di me."
"Cosa?!? Ancora!"
" È più una stranezza che tutto il resto. Vedi... Io sono in grado di sentire le voci dei Quirk."
"Eh?! Guarda che lo so."
" Cosa?!? E chi te l'ha detto?" come poteva lui saperlo? Ero certo che Dabi e Shoto non avessero fiatato.
"Tu scemo, non ricordi? Quando avevi tre anni continuavi a dirlo dei quirk delle persone che incontrarvi."
" Kacchan, io non lo ricordo."
"Hai smesso di ripetermelo dopo che..."
Lo vidi rifletterci e poi sbiancare.
"Scusami, è colpa mia!"
" Cosa?"
" Quando ti sei fatto la ferita alla testa. Dopo non ne hai più parlato, la colpa è di nuovo mia."
"Ma che dici! Ascolta kacchan, quella volta non sono scivolato né ho perso la presa. Ed il colpetto lieve che mi avevi dato non influì sulla caduta dalla roccia dove stavamo. Quei due che tu chiamavi amici mi hanno spinto giù e sono stati zitti."
"Perché non lo hai mai detto?!?"
"Perché al mio risveglio avevo le idee un pò confuse e non ricordavo bene la cosa. Quando è successo ormai eri troppo diverso e di sicuro non mi avresti parlato, così ho lasciato perdere. Del resto ti ho già detto che non sei mai stato capace di trovarti amici decenti no? "
Abbassò lo sguardo ed io lo riportati sul mio sollevandogli il mento con la mia mano.
" Ormai è storia vecchia. " dissi."Chiudiamola qui e basta. "
"perché me lo hai detto adesso? Della tua capacità intendo."
"ecco, sai che sono stato un pò distratto di recente. Durante gli esami avevo incontrato Anjali ma non sapevo chi fosse. Solo che il suo quirk mi lasciò spiazzato. Disse che avevo lo stesso dono del suo portatore."
" eh? Quindi anche quel tizio con la freccia sa farlo? "
" mi ha detto che non sono l'unico, che oltre noi ce ne sono altri. Che sarebbe felice se io... "
" se tu?"
" mi ha chiesto di partire con lui. "
" cosa?!? E tu che hai detto?!"
Flashback
" vieni con me, potresti comprendere molto più su te stesso. "
" Ti ringrazio, ma devo rifiutare."
" Cosa ti dicono i tuoi Quirk."
" Ti prego, non me lo chiedere. Pensano lo stesso di quello che penso veramente io ma... Non posso andare via adesso, qui c'è bisogno di me per altre cose."
" Capisco. Comunque anche se dici così non è detto che non accada in futuro. Anche loro sapranno aspettare insieme a te. Apparteniamo a mondi e culture diverse ma ora tu sei mio fratello, come lo sono tutti quelli che ereditano questo dono. "
Mi prese la mano destra e usando una strana pittura dallo stesso blu del suo marchio, presa dalla sua sacca, tracciò sulla mia pelle una freccia che mi circondava il polso e la punta restava sul dorso della mano.
" Ora attiva un quirk. "
Lo feci giusto il tempo che si impiega a sbattere le palpebre e la freccia si illuminò. Quando interruppi l'utilizzo del potere quella scomparve lasciando solo un leggero segno scuro.
" questo segno ti guiderà da altri di noi nel caso in cui deciderai di cercarci. È un segno comune e lo tramandiamo da generazioni, scoprirai che può fare anche altro se il legame che hai coi tuoi poteri è forte. Siamo molti più di quelli che pensi e tutti sparsi per il mondo o in viaggio. Ora devo andare, ma ricorda che se avrai bisogno potrai cercarmi, affidati ai tuoi Quirk ed al segno che ora condividiamo. "
Fine flashback
" nerd! Allora che gli hai detto?!"
Portai le mie mani sui suoi capelli e glieli scompigliai.
" gli ho detto che resto. Ho troppe cose in sospeso qui. E poi ti pare che ti lasci adesso che hai finalmente trovato il coraggio di dirmi che mi ami?"
"giuro che se stai sparando cazzate non la passerai liscia."
" ti ho detto la verità. Qui c'è tanta gente a cui ora mi sono legato. E non posso abbandonarvi adesso. "
" va bene... Aspetta, ma quindi tutto sto tempo continuavi ad ascoltare pure il mio di quirk? "
" beh.... Sì."
" CHE TI HA DETTO?!?! "
Lo guardai e cominciai a ridere come un pazzo, neanche poteva immaginarselo. Se ero così bravo a trovare i suoi punti X durante il sesso era anche per colpa di quello che mi suggeriva il suo potere. Di certo non posso leggere la mente ma i quirk vedono i nostri pensieri ed il suo è stato così gentile da suggerirmi molte cose.
" lascia perdere kacchan, sia mai che poi tu te la prenda anche con lui."