Un Rosso Troppo ficcanaso

3136 Parole
Erano trascorsi giusto un paio di giorni da quando ero arrivato alla UA. Al momento, ero impegnato nella ricerca di Katsuki. Era sparito poco prima che quella specie di professore gridasse a tutti di rientrare ai dormitori, per poi ritornare a dormire nel suo sacco a pelo. Ero davvero irritato. Soprattutto perché con kacchan, era sparito anche quel coglione di punteruolo rosso. Girai l'angolo dell'ennesimo corridoio e finalmente, lo trovai. Insieme appunto, al coglione. Il mio senso di allerta non sbaglia mai. Stavano litigando. "Bakugou, ti ho solo chiesto, dove sei sparito esattamente nell'ultimo mese." "Ed io ti ripeto che il nerd è stato chiaro fin troppo l'altro giorno!" "Non credo ad una sola parola di quello che dice quel tipo. Ed ancora non mi hai detto dei segni sul tuo collo!" "Non sei mia madre! non devo rendere conto a te di ciò che faccio!" "Quindi neanche delle porcherie che fai in classe? Vi avrebbero potuto vedere i professori! Tu e il tuo ragazzo!" "Il mio...." Katsuki si era bloccato. Era davvero sorpreso dalla sua domanda. "Tu e lui, l'altro giorno nell'aula, di certo non stavate giocando a carte. Da quando permetti a qualcuno di metterti sotto a quel modo?! NELLA SCUOLA PER DI PIÙ! VUOI FARTI ESPELLERE?! Come puoi sceglierti un ragazzo del genere? Ma Katsuki doveva ancora metabolizzare la prima affermazione. Fece scena muta, restando praticamente congelato. E questo, fece venire altri dubbi al rosso. "Bakugou, lui è il tuo ragazzo?" Finché non decisi di intervenire io. "Ora basta. Lascia in pace kacchan." "Dek-" provò a dire Bakugou ma lo interruppi, mettendomi davanti a lui. "Midoriya, vi avrebbero potuto trovare i professori! Lo hai messo in pericolo solo per spassartela in classe!" Mi chiese quella specie di squalo. "Ammetto che non è stato intelligente fare certe cose in aula, ma finché terrai la bocca chiusa, nessuno avrà rogne. E per la cronaca, sì, sono il suo ragazzo. Quindi puoi anche smetterla di rompere il cazzo su dove abbia passato Katsuki il mese scorso. Come ho detto a tutta la classe, era con me." "Perché allora non lasci che sia lui a dirmi la sua, perché parli tu al suo posto? Inoltre, la storiella che hai raccontato, non mi convince neanche un pò. Possono esserci cascati gli altri ma non io." Ora sì che ero incazzato! Un conto era dar fastidio per ciò che aveva visto. Un'altro era dare per scontato tutto ciò che avessi detto sul non avere più nessuno fosse interamente una balla! "Ma tu guarda questo.... Pensi che sia un gioco? Quello che ho passato è stato un inferno! Ma forse te ne potrei dare un assaggio, così la pianterai di rompere i coglioni una volta per tutte." Ero già pronto a scaraventarlo giù dalla finestra, quando mi sentii bloccato per un braccio. Mi voltai a guardare chi fosse. Era Katsuki. E mi guardava con un'ansia fuori dal comune. "No izuku!" Disse."Se dai inizio ad una rissa finirai dal preside! Sei appena arrivato non puoi creare casini del genere. Ti prego lascialo perdere e andiamo al dormitorio." "Kacchan..." Ero io stesso senza parole. "Ti prego, andiamo." Ma lui mi stava pregando di fare il bravo. Non potevo fare a meno di pensare a quanto fosse adorabile in quel momento. "Bakugou... Da quando preghi qualcuno di ascoltarti?" Di contro, la faccia scioccata del rosso, era uno spettacolo impagabile per i miei occhi. Gli mostrai un ghigno incline al diabolico, prima di parlargli di nuovo. "Vedi? è questa la differenza fra noi due, tu non conti più un granché per lui, ammesso che tu abbia mai contato qualcosa." Risi beffardo. In realtà ero sorpreso quanto quel tipo per come aveva reagito Katsuki. Lui che è sempre stato al centro delle risse, ritrovarselo a bloccarne una era... Una cosa alquanto interessante. *Basta per favore! Tutti e due." Disse il mio adorato riccio. Decisi di assecondarlo, più per il fatto che non vedevo l'ora di togliermi dai piedi quello stronzo di un rosso. E poi, Katsuki mi era sembrato voglioso di parlarmi di qualcosa ed ora ne ero curioso. " Sai Kacchan, mi è piaciuto il modo in cui hai reagito prima, sei stato -carino- ." Lui mi guardò con una smorfia un pò infastidita per poi farsi tutto serio. "Gli hai detto che sono il tuo ragazzo." Oh, quindi era questo di cui voleva parlare. "Non la smetteva di rombere il cazzo. Cielo! Non hai mai avuto occhio per le persone giuste, ti sei sempre trovato degli animali come amici! " "Perché gli hai detto..." Già. Chissà perché lo avevo detto. Forse, proprio per farti entrare ancora più nel panico. "Non eri tu che volevi un altro -nome- per la nostra relazione? Adesso te ne lamenti? E poi cosa potevi dirgli, la verità? Meglio lasciar perdere, non ti gioverebbe granchè se si spargesse la voce che eri finito in manicomio." È su questo ero davvero serio. Le voci girano in fretta in una scuola. Specie in una dove si fa a gara per vedere quale agenzia più grande ti porterà con sé a diploma ottenuto. " Non è questo... E solo..." continuò lui, sempre più insicuro su cosa dire. "Per quanto riguarda noi, le cose non cambieranno, ma finché ti comporti bene e non mi fai innervosire, accetterò il titolo di tuo ragazzo, d'accordo?" E la discussione terminò lì. Il giorno seguente, ci ritrovammo, per mio diretto ordine, a pranzare in uno dei posti più isolati della scuola. "Non trovi che mangiare qui sulla terrazza sia fantastico?" Dissi con un sorriso a Kacchan che mi era affianco, già sapendo cosa avrebbe risposto. "No." Da quando lo avevo tirato fuori da quel manicomio, kacchan era sempre in ansia quando ci trovavamo in posti che considerava pericolosi. Come il tetto della scuola dove eravamo adesso. Mi aveva spiegato il suo ex psicologo, su richiesta degli zii, che aveva fatto parecchi sogni di me mentre morivo. Mi buttavo da un tetto, come lui spesso mi diceva, oppure mi tagliavo le vene. Il chè aveva quasi dell'ironico sapete? Perché nonostante tutto quello che avevo passato fino ad allora, mai nella mia testa avevo pensato al suicidio. Per tutti i primi giorni, non si scollò da me neppure un attimo e non solo per i vari giochi che avevo preso a fare con lui, ma perchè timoroso che quei suoi sogni, potessero diventare veri. Era divertente vedere come reagiva quando sparivo e non mi facevo trovare, andava nel panico. Oppure, come quel giorno che con gli zii andammo a prendermi dei vestiti al centro commerciale e l'ennesimo villain mi attaccò. Quello fu divertente, per tutti fu chiaro che non avevo bisogno di essere difeso, ma lui... oh, l'agitazione nei suoi occhi, com'era bello quando mi guardava così. Finchè non divenne troppo appiccicoso e dovetti rimetterlo al suo posto. "Kacchan, senti, mi andresti a prendere la mia bevanda preferita alle macchinette?" Mi guardò sospettoso. "Che hai in mente?" "Nulla, voglio solo qualcosa di dolce da bere." sorrisi io. Katsuki si alzò sbuffando, poi disse: "Va bene, vado." "Bravo! Ti aspetto." gli urlai lungo le scale mentre le scendeva. Quando la porta del terrazzo si chiuse, alzai la testa, puntando lo sguardo sopra la tettoia della porta per la discesa. "Bene, adesso puoi uscire piccolo stalker." Per un pò non si sentì nulla. Poi, una chioma rossa a punta, fece la sua comparsa. Kiriscemo scese dal nascondiglio ed io mi alzai andando verso di lui. "Come ti sei accorto..." "Ma per favore!" Dissi. Come potevo non notare la sua presenza lì? "Sei pessimo nel nasconderti. Ti avrebbe notato pure Katsuki se non fosse stato così distratto dal posto in cui siamo." Non tenne neanche conto delle mie parole e partì a raffica con le sue. "Da quando è tornato sembra un'altra persona. E qualcosa mi dice che sei tu il responsabile." Uh, difficile come domanda. "Io non direi, o meglio forse sì. Ma non nel modo che pensi tu. Ha fatto tutto da solo, come sempre." "Spiegati." Ordinò quasi. Spiegarmi, io? A te? Sul serio?! Perché? "O per l'amor del.... Insomma, mi credeva sparito e poi sono riapparso, tutto qui. Ha deciso lui di cambiare, per far in modo che io rimanessi." "Bakugou non è quel tipo di persona." È quale tipo di persona sarebbe allora? Qualcosa mi diceva che questo cretino davvero non ne sapeva nulla su Kacchan. Su come era stato e su come era davvero. "Forse non lo conosci bene come credi." E forse, proprio perché ero davvero arrabbiato o perché semplicemente volevo le arci quella scocciatura di torno, decisi di tirare in ballo una vecchia storia. Ero anche curioso di sapere quale reazione avrebbe avuto il mio caro biondo preferito, quando il suo quasi amico glielo avrebbe chiesto. "La vedi questa?" Dissi alzando il mio ciuffo verde sulla fronte e mostrando la ferita che avevo all'attaccatura dei capelli. "Un cicatrice." Concluse. "Già! Pensa, fra tutte quelle che ho è la mia preferita, tutto sommato è un ricordo d'infanzia." "Dove vuoi arrivare?" "Chiedi a lui che significa. Se te lo dicessi io non mi crederesti mai. Comunque adesso ti mostrerò un'altro lato di lui che non conosci." "Ehi ma dove vai?!" mi chiese irritato, vedendomi andare verso la ringhiera della terrazza per poi appoggiarmi contro di essa. "Tranquillo, mi metto solo qui a guardare il cielo." In quel momento, si aprì la porta. "Deku, sono tornato." Felice di rivederlo, lo salutai a mia volta. "Kacchan! grazie per la bibita." "Cosa fai lì!" Mi urlò allarmato. Kirishima intanto, osservava in disparte. "Ahah, ma sai che il cielo è fantastico oggi? Soprattutto se ti inclini così per vedere meglio." Mi sporsi con la schiena un pò più verso il bordo senza esagerare. Non che cadendo mi sarei fatto qualcosa, sapevo atterrare meglio di un gatto da quell'altezza, ormai. Ma kacchan avrebbe di sicuro avuto un infarto ed io volevo solo fargli prendere uno spauracchio, così che il rosso assistette al mio teatrino. "No scemo cosa fai!" Katsuki corse verso di me e mi afferrò il polso tirandomi dal suo lato. "Ahahahah! stavo solo guardando il cielo." "Guardalo quando sei da questo lato del tetto allora! Non da quello di dove puoi precipitare!" "Ma non ero così fuori." Sbuffai. "Smettila di giocare!" Decisamente scosso. E non solo lui. Anche lo scemo dalla testa a spigolo era senza parole dopo aver visto reagire così il mio caro riccio. "Bakugou..." Fece per parlare con lui, ma Kacchan non era in vena di conversare. "E tu che vuoi ancora?!? Lasciaci in pace! Non vedi che non voglio più averti tra i piedi!? Izuku andiamo." Mi trascinò via giù per le scale ed approfittai per fare un salutino al rincoglionito dietro noi, ancora sconvolto. Tuttavia, nella fretta avevamo scordato di riprendere il pranzo. " Dobbiamo tornare a recuperare i panini Kacchan." "Neanche per sogno!" "Ma tu a differenza mia, che ne ho già sbranato uno, non hai ancora mangiato! " "Non ho fame." Rispose. "Questo non va bene e lo sai, devi mangiare." "Mangerò in classe se vuoi che lo faccia, ma non voglio più tornare lassù." "Okkkey!" Dissi con l'espressione da tutto felice e soddisfatto. Quando le lezioni terminarono, dissi a Kacchan di anticiparmi nel rientro perché dovevo parlare con All might. Voleva sapere come stessero andando le cose e mi aveva chiesto di raggiungerlo. Quindi, andai in sala professori, senza sapere, che Kiriscemo, non aveva terminato di assillarci per quel giorno. "Ancora tu che vuoi?!" Gli gridò Katsuki nel corridoio dove, kirishima, lo aveva fermato. "Prima sul tetto, hai reagito davvero in modo strano. Non si stava buttando di sotto." "Tu che ne sai?! Non puoi capire!" "Ha a che fare con la cicatrice in testa? Ha detto di chiedere a te che avrei potuto capire meglio." Dapprima Katsuki fece un volto sorpreso. Poi si coprì la faccia con le mani. Se per la vergogna ed il rimorso di ciò che aveva fatto o se per coprire le sue lacrime, questo... Era difficile da dire. " Gliel'ho fatta io." " Andiamo come avresti... " "Lui non sapeva usare il quirk, io ero un bullo e lo maltrattavo sempre ed un giorno eravamo in montagna, l'ho spinto per divertimento. Anche se si fece molto male e gli rimase quella cicatrice, non smisi di infastidirlo fino a quando non se ne andò dalla nostra scuola. Ecco sei soddisfatto? " " E quindi adesso stai con lui per rimediare ai tuoi errori? Ma tu adesso sei diverso!" " No che non lo sono! Sono lo stesso mostro che lo ha torturato tutti questi anni." "Ma non puoi diventare il suo ragazzo solo per questo." "E chi ti dice sia solo per questo? Io non voglio che lui mi abbandoni di nuovo. sarebbe troppo per me. Quindi lasciaci in pace." Si voltò e se ne andò lasciando kirishima a cercare di comprendere tutto ciò che gli era appena stato detto. Fu in quel momento che uscii dal mio nascondiglio. Avevo sentito gran parte della conversazione. E non vedevo l'ora di chiarire le cose con quella seccatura. "Come hai visto, lui non vuole tornare ad essere come prima." Gli dissi. "Cosa gli hai fatto!" "Io nulla, non hai sentito? È lui che ha fatto del male a me." "Quindi adesso è il tuo turno? È questo che stai dicendo? La vendetta non fa per gli hero." Scoppiai a ridere. "Ahaha! Come se tutti gli eroi agissero in nome del bene, per favore! Risparmia le tue favole per qualcun'altro. In ogni caso, è stato lui a dire che non voleva che lo lasciassi solo ed è quello che sto facendo. Se la cosa ti dà sui nervi perché speravi di scopartelo tu per primo, sappi che non mi interessa. Ma prova a togliermelo e credimi, per te non sarà divertente la cosa. " Diversi giorni più tardi, ispezionavo i dintorni della scuola. Ancora non mi ero ambientato. Aggiungiamoci il fatto che quel posto è esageratamente grande per una scuola. Comunque, ero a gironzolare a vuoto, quando la mia attenzione ricadde su un'accesa conversazione tra padre e figlio. Endeavor stava letteralmente rompendo il cazzo a Shoto su allenamenti non corretti per lo sviluppo delle sue capacità. O per meglio chiarire, sul suo fuoco. Onestamente, odiavo il suo tono di voce, era quello di uno che si credeva di sapere tutto e quindi in dovere di scegliere il meglio per gli altri. Esattamente come quel pezzente che avevo ammazzato mesi prima. Non avrei sopportato un secondo in più di quel suo starnazzare da gallina. Quindi... "Ehi Todoroki! Ma insomma, ti ho cercato dappertutto. Avevi promesso di allenarti con me e mostrarmi le tue fiamme. Oh salve! Ma lei è il grande Endeavor! Sono un suo grandissimo fan!" Lui mi ignorò bellamente, guardandomi come se fossi aria. Le mie parole invece, attirarono più attenzione. Poi si rivolse al figlio. "Quindi tutto sommato qualche cosa stai facendo per il tuo problema." Shoto non rispose. Restò muto come se gli avessero tagliato la lingua. Intervenne nuovamente io. " Scusi, vorrei poter restare per parlare con lei, ma adesso dobbiamo andare o ci ruberanno la palestra." Presi Sho per un braccio e me lo trascinai dietro, correndo verso le palestre. "SHOTO! TI TENGO D'OCCHIO!" una volta lontani dalla sua vista, lasciai il mio compagno. "Perché lo hai fatto?" Chiese. "Odiavo il suo atteggiarsi a "so tutto io! So cosa è bene per te! " Io odio quelli così." "Quindi mi hai aiutato solo perché mio padre non ti sta simpatico?" "È un'altra cosa. Avrei potuto fargli il CULO se avessi voluto sai? Ma ho preferito recitare una parte diversa, se non mi fossi finto suo ammiratore avrebbe creduto meno al fatto che dovessimo allenarci insieme. Come minimo ti ho liberato da un'altro quarto d'ora di strigliate. almeno per un pò ti lascerà in pace sapendo che ti stai allenando." Subbiso in parte su quanto avevo detto, mi ringrazio a modo suo. "Anche se credo poco che saresti stato in grado di batterlo ti ringrazio. Ti piace molto recitare." "Sono un perfetto attore. Devo ammettere che è una cosa divertente, a mio padre invece... A lui non interessava la cosa, non gli interessava granché il mio parere in generale sulle cose. Ma del resto ho recitato al bravo ed obbediente figlio per mesi prima che schiattasse e non si è accorto di nulla." Proprio a quel tipo mi toccava tornare a pensare? Per fortuna, Todoroki sembrava in vena di conversare e mi distrasse dai brutti pensieri verso cui stavo andando a navigare. "Oh, è vero. Lo hai detto il primo giorno che i tuoi sono morti. Mi dispiace per tua madre." "Anche a me. Sai era fantastica, tu le saresti stato simpatico. Se ti avessi presentato come mio amico si sarebbe tranquillizzata." "Amico?" "Ammetto di essere stupito quanto te. Non pensavo di avere voglia di fare amicizia con qualcuno qui. finora mi posso vantare di aver avuto solo un vero amico ma per un motivo difficile ci siamo dovuti separare. Tu me lo ricordi parecchio soprattutto nella faccia, anche lui è molto apatico o almeno finché non lo scuoti un pò." "Saresti il primo che non scappa. Molti hanno paura perché pensano che io sia come mio padre." "Per carità! Un idiota in tutina aderente come lui basta e avanza. Comunque quanto ho detto prima non era uno scherzo." "Cosa?" "Il tuo quirk fuoco. Mostramelo, vedrai che saprò aiutarti." "Non voglio usarlo. Quello è il suo potere." "Quello è il TUO potere e di nessun altro. Se non sfrutti al massimo ciò che hai quando ti troverai in situazioni di pericolo non avrai scampo. Credimi so quel che dico." "Perché ci tieni tanto?" *Perché, ho più di una ragione per farlo. Ma di sicuro a te non interessano.* Pensai. "Noia forse? Sai, sono bloccato qui da una settimana e mi annoio da morire finché non è sera." "Ah già, a quel punto hai altro a tenerti occupato." "Oh, ti ho tenuto sveglio forse?" "Beh diciamo che dovresti far strillare meno il tuo compagno." "Ahah. Io ci provo ma kacchan ha un tono vocale alto per natura. È quasi impossibile tappargli la bocca. E poi adoro quando strilla." Restò con occhi spalancati e bocca semi chiusa, incredulo di quello che avevo appena detto. "Per Kacchan intendi forse Bakugou?! No non ci credo. Uno così che si lascia sottomettere a quel modo. Che razza di incantesimo hai usato?" "Nessuno, l'ho solo salvato da una gabbia di matti. Anche se lui è convinto che questo sia la mia vendetta personale nei suoi confronti. Ecco perché tutto sommato resta così mansueto quando nei paraggi ci sono io." "okay lasciamo perdere il discorso, meno ne so e meglio sarà per me. E va bene, proviamo a vedere se davvero sei in grado di aiutarmi." "Ah, vedrai che non te ne pentirai!" 
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