Da quando era iniziata la scuola, spendevo alcuni pomeriggi, dopo lezione, per andare in città. Non era per divertimento, a quello bastava il mio adorabile kacchan. Passavo il mio tempo a cercare una persona, una a cui dovevo parecchio. Ed ogni volta, tornavo al dormitorio, più sconsolato di prima e senza la benché minima idea di dove potessi trovarlo.
Come una delle tante altre volte, ero di ritorno, osservavo il grande viale d'ingresso della scuola, sospira do nuovamente deluso dall'ennesimo giro a vuoto appena fatto. Poco dopo aver passato la zona dei cancelli del dormitorio, venni bloccato da due professori.
"Vieni con noi." disse il prof Aizawa.
*E adesso che cavolo avevo fatto?!?*
Intanto... Nel dormitorio della 1A, Bakugou era seduto sul divano della sala comune, nervosamente in attesa che il suo adorato padrone tornasse, quando spuntò kirishima.
"A quanto pare avevo ragione su midoriya, deve aver combinato qualcosa di grosso, due professori lo hanno appena portato via in presidenza."
"Che hai detto?!?" esplose il biondo, afferrando il compagno di classe per il collo della felpa che indossava.
"Erano qui fuori giusto adess-"
Ma prima ancora che potesse terminare la frase, Katsuki era già fuori dalla porta, diretto all'ufficio del preside.
-Presidenza-
Tutti i professori, e intendo "TUTTI", erano riuniti in un'unica stanza. La cosa era preoccupante. E mentre il motivo per cui fossi stato legato dal prof aizawa e trascinato lì mi era ancora ignoto, la mia impazienza aumentava man mano che i secondi passavano.
"Ragazzo sai perché sei qui?" mi chiese il ratto bianco che poi era il preside. E COME CAVOLO POTEVO SAPERLO?!
"Mi duole informarvi, ma non ho un quirk di preveggenza, dovreste saperlo visto che avete UN INTERO FASCICOLO SUL SOTTOSCRITTO!" sottolineai urlandoglielo in faccia.
"Piano coi modi ragazzo. Ci è giunta voce che ti aggiri ancora troppo per la città." continuò lui.
"Non mi sembra che questa sia una prigione."
"Capiremmo se tu andassi nella parte apposto della città e non in quella malfamata." disse quello che sembrava un mattone... Cementos? Era questo il suo nome? Cavolo, stavo diventando peggio del riccio nel distinguere le persone. Le uniche di cui avevo davvero impresso il nome nella memoria erano quelle che mi stavano simpatiche. Vale a dire tre o quattro circa.
"Stai forse tramando contro la scuola?" disse un'altro prof.
Aniamo bene. E questo poi come cavolo si chiamava?! Manco era uno dei professori che avevo io! Era quello scemo in costume rosso e occhialetti azzurri che stava nella classe B. Il loro coordinatore? Boh. Mi bastava avere problemi con una classe. Che ci fosse di mezzo pure questo ed altri prof a caso, era di pessimo gusto.
"Che?!" esclamai irritato.
"Per favore, avevamo deciso di sentire cosa aveva da dire senza accusare senza motivo." disse All Might, da bravo paladino qual'era.
"Allora sentiamo, quale scusa avresti?" continuò il tipo della B.
"Sono affari miei."
"Vi avevo detto che ero contrario all'ingresso di un ex villain." fece. Ringhia più irritato di prima.
"Mezzo villain o poco più, come se avessi partecipato alle varie congiure che s'inventavano quelli là."
"E ci prende pure in giro! Non è il suo posto questo. Una prigione sarebbe meglio."
"Parole degne di un Hero codardo che ha il terrore che un ragazzino gli possa rovinare il costume."
"Come osi!"
*Oso eccome brutto pezzo di-*
"Basta! calmiamoci tutti." urlò All Might interrompendo i miei pensieri che di lì a pochi attimi si sarebbero sicuramente riversati in parole.
In quel momento si spalancò la porta dell'ufficio. Ci voltammo tutti a guardare e...
"Kacchan?" già, proprio il riccio.
"Che cavolo volete da lui?!?" gridò agli insegnanti. "Non ha fatto nulla!"
"Bakugou, dovresti aspettare di fuori, è una conversazione fra noi e midoriya." disse Aizawa per calmarlo. Sapevo che nonostante l'apparenza ed il modo di comportarsi, il prof bruco teneva moltissimo ai suoi studenti. E dopo quanto accaduto a Katsuki... Soprattutto, era preoccupato per lui. Ma kacchan non lo ascoltò, continuando a parlare invece di fare quanto gli era stato richiesto.
" A me sembra più un processo quindi col cazzo che me ne vado, io resto!"
"Ragazzo! Il linguaggio!" disse il preside spazientito. Anche io provai a farlo ragionare.
"Basta, kacchan stanne fuori."
"No! Non ti porteranno via di nuovo, non un'altra volta!"
"Ragazzo, se non esci di qui..."
Il preside era sul punto di sospenderlo... Maledizione a kacchan e a quando si metteva in testa di fare il testardo!
"Ero in cerca di una persona! Va bene!?" dissi per calmare tutti.
"Chi cercavi?" chiese la sexy prof. Midnight.
"Qualcuno che mi ha aiutato a fuggire. Un amico. Ho continuato a cercarlo per tutto il tempo, ma non sono riuscito a trovarlo."
"Intendi un altro villain?" tornò all'attacco il coordinatore dell'altra classe.
"No, un unicorno. Ovvio che sia un villain! Dopotutto, ero rinchiuso nel rifugio della lega, mica ci potevo trovare altra gente, vi pare? Però, questo ragazzo è diverso. È stato ingannato da quegli scemi ma si è reso conto che lo volevano sfruttare. voleva andarsene, ma poi è successo quel che è successo e mi ha aiutato nella fuga. Ci siamo divisi e non l'ho più rivisto. Non so se si siano accorti o meno di quello che ha fatto. Ma gli devo almeno una mano. Almeno questo."
" Perché non ce ne hai parlato?" chiese il topo.
" Perché non merita di finire in carcere e poi a quale scopo? Voi di certo non sareste più capaci di me nel trovarlo."
" Avresti dovuto comunque parlarne con noi." affermò Aizawa. E a costo di inimicarmi la metà se non più di loro, dissi ciò che pensavo dal mio arrivo lì.
"Per sentire dei discorsi come quello di prima? Mi credete così stupido? Di voi, solo in tre credono che io possa essere un vero studente e non una qualche spia! E nonostante queste tre persone io non mi fido lo stesso, perché so che lo avrebbero detto ad altri di voi."
" Su di me puoi contare." mi disse All Might.
" Ma lo avresti detto al preside e lui non si fida di me. No, preferivo cercarlo da me, sarebbe stato più sicuro."
" Abbiamo capito che sei legato a questo tuo amico. Ma non puoi permetterti di causare altri incidenti. Per ora resterai dentro la scuola non ti voglio impedire la tua libertà ma cerca di capire anche noi. Se vorrai ti aiuteremo nelle ricerche. Magari affiancandoti qualcuno per essere sicuri di evitare disordini. Detto ciò, puoi andare." concluse il preside.
Uscii da quell'ufficio con Katsuki ancora un pò in ansia per la discussione appena avvenuta. All might ci fermò per parlarmi nel corridoio.
" Speravo di poter discutere un attimo con te."
Feci segno a kacchan di aspettare alla fine delle scale e lui obbedì.
"All might, non è che non mi fidi, ma dopo quanto accaduto, non credo a nessun adulto, ti avevo avvisato che dovevi pensare bene a quello che facevi."
"Non è per una ramanzina che sono qui, sono ancora convinto di aver scelto la persona giusta. Volevo aiutarti a cercare il tuo amico. Se avessi più informazioni..."
Beh, su questo era sincero, a dispetto di me. Mica potevo confidargli il vero motivo sulla quale non mi potevo esporre con loro.
"Voglio che tu mi prometta che non lo arresterete."
"Questo dipenderà da lui ma se è come dici tu non lo arresteremo."
"Va bene."
Raccontai quello che sapevo, omettendo alcuni dettagli, facendogli giurare di non parlarne con gli altri professori. Mi disse che si sarebbe fatto aiutare dal suo amico in polizia e dopo tornai da bakugou.
Al dormitorio mi chiesero cosa avessi combinato ed io accampai una scusa sul fatto che non sapevano se mi stessi inserendo bene o sul fatto che ero rientrato troppo tardi.
-dopo cena - camera di midoriya-
"Potevi anche risparmiartela quella scenata." dissi con voce ferma e fredda a Bakugou.
"Io non volevo che ti cacciassero."
"Eppure hai sempre detto che non ero adatto a fare l'eroe no?"
"Io... Izuku, cosa facevi nel rifugio dei villain? Non mi hai detto ancora dove sei stato tutto il tempo."
"Questi Kacchan, non sono AFFARI tuoi. Non serve che resti, sono stanco, voglio riposare."
"Ma..."
"Vattene!"
"Scusa.... Buonanotte izuku."
Detto ciò, uscì dalla mia stanza, lasciandomi finalmente tranquillo e in pace. O almeno per quel poco che potevo stare.
E dire che avevo deciso di trattarlo un pò peggio rispetto così. Invece riesco solo a farmelo piacere di più, maledizione!
Non si fosse intromesso nella discussione, non avrei perso così la testa. Spero di non averti messo ulteriormente nei casini... Dabi.
Da quella strigliata di gruppo, passarono diversi giorni. La sorveglianza su di me era ancora più stretta e rigida adesso. Gli unici e soli attimi di calma, erano quelli che passavo ad allenare Shoto. Avevo insistito parecchio su quel punto. E me lo avevano concesso.
"Coraggio, prova di nuovo ma stavolta aumenta la potenza e aggiusta il tiro."
Dissi al cromatico per spronarlo. Era come tornare ai tempi della lega quando mi allenavo col mio amico Dabi. Se ora sapevo come aiutare Sho nello sviluppo del suo quirk Fuoco, lo dovevo a lui. Lo assillavo sempre per sapere ogni dettaglio dell'utilizzo delle sue fiamme, d'altro canto era l'unico che mi dava retta là dentro. Gli altri mi ignoravano. Qui invece, anche se c'erano compagni che volevano legare con me, io non mi sentivo a mio agio con loro. Escluso Shoto, gli altri li reputavo giusto persone con cui ero obbligato a condividere la classe e il dormitorio. Ed anche se all'inizio anche lui fosse dell'opinione di limitare le nostre conversazioni, finimmo col fare rapidamente amicizia e parlare di diverse cose.
"Sei stato grande! Guarda che livelli sei riuscito a raggiungere in così poco tempo."
Dissi alzando una mano e lui ricambiò battendo un cinque contro.
"Io grande? E tu allora? Non hai un quirk di fuoco ma insegni meglio di quel vecchio matusa che ho per casa, come lo spieghi?"
"Te l'ho detto, io analizzo sempre i quirk degli altri. Il mio miglior amico ha un quirk di fuoco molto forte. Mi allenavo sempre con lui, ecco come so queste cose."
"Sai, mi piacerebbe conoscerlo, parli sempre di lui oltre che di Bakugou."
"È l'unica altra persona che mi resta." sospirai. All Might mi teneva aggiornato ogni giorno, ma da quando avevamo discusso, nessuna notizia era arrivata. Ma già lo sapevo questo. Dabi era troppo in gamba per farsi beccare dagli sbirri o dagli Hero che tanto detestava.
" Vai sempre a cercarlo?"
"Sì, ma ormai non so più dove andare. È come sparito, inoltre quei dannati professori, mi hanno praticamente vietato di uscire, almeno per altre due settimane."
"Non ne capisco la ragione, qui tutti possono andare e venire."
*Forse è meglio che lo dica anche a lui. Speriamo la prenda bene.* pensai.
"Ecco Shoto, il motivo è...."
-.... Mezz'ora più tardi... -
"NON CI POSSO CREDERE!"
Urlò Todoroki. Avevo spiegato chi ero e la situazione in cui mi trovavo. L'aveva presa inaspettatamente bene, ma voleva vedere se davvero riuscivo a sottrarre i poteri. Così adesso, avevo preso in prestito il suo fuoco.
"Insomma, cosa dovrei fare più che questo." chiesi con le mani traboccanti di fiammella con cui mi stavo dilettando a fare il giocoliere.
"No, quello che volevo dire è che, non riesco a credere che tu abbia il mio quirk da cinque minuti e sia già in grado di fare tutto questo!"
"Te l'ho detto, osservare è utile sai?"
"Avresti potuto togliermi quelle fiamme e basta lasciandomi solo il ghiaccio piuttosto che farmici allenare." sbuffò.
"Non è così semplice" gli dissi scuotendo la testa. "adesso la pensi così ma tra qualche minuto capirai perché non mi è possibile farlo."
Mi guardò alzando un sopracciglio facendomi chiaramente capire di non comprendere di cosa gli stessi parlando.
"Shoto, ti sei accorto che poggi il peso su un unico lato adesso?"
"Come? Oh è vero... Ma che ah..."
"Attento!" gli urlai. Per poco non mi cadde per terra, perdendo l'equilibrio nel momento in cui cercò di cambiare posizione. "Cavolo. Cosa ti avevo detto?"
"Cos'è successo?"
"I tuoi quirk sono controbilanciati. Senza uno l'altro perde equilibrio e lo perdi anche tu." Gli restituii il suo potere.
"Meglio?" chiesi.
"Sì. Non avevo mai pensato che fossero indispensabili entrambi per avere equilibrio anche nel camminare. So che grazie al fatto che ho entrambi posso regolare la temperatura e combattere meglio. Ma sono solo quirk. Endeavor ha sempre avuto problemi per abbassare la sua temperatura. Ecco perché voleva un figlio con entrambi questi poteri, in modo da poter superare All might."
"I quirk sono una parte di noi, questo è ovvio. Ma non sono semplicemente un arto o un organo. Sono più come la nostra anima. Hanno una voce che deve essere ascoltata per essere usato al meglio."
"Una voce?"
Annuii. "I quirk che possiedo, sono rimasti con me perché lo volevano loro, non solo perché volevo tenerli io."
"Tu riesci a capire anche quelli degli altri?" chiese sorpreso. E lo capivo. Persino io lo ero rimasto quando mi era capitato la prima volta.
"Sì, anche senza prenderli dentro di me. Il tuo fuoco mi ha pregato di insegnarti ad usarlo perché vuole proteggerti. Il tuo ghiaccio lo stesso. Non amano il fatto che tu preferisca uno all'altro, vorrebbero esserti utili insieme. Quello di tuo padre grida disperato come se non ne potesse più di essere sfruttato a quel modo."
" ahAh, non riesce ad essere simpatico neanche al suo potere." rise divertito. Il ché mi rilassò.
" Proprio così."
" Hai sentito anche quello di all might quando te lo ha passato?"
"Oh sì, questo è quello più intenso. È più di una sola anima. Ricorda tutti i suoi ex portatori ed è come un sole che aspetta di sorgere. A quanto pare non gli dispiaccio, per questo ho accettato. Se non gli fossi andato a genio non lo avrei preso. Non ho intenzione di prendere altri poteri con me come quell'uomo che era mio padre. Quindi devo imparare ad andare d'accordo con questi che ho adesso."
Stavamo parlando ancora quando Shoto, notò qualcuno entrare in palestra.
" Oh, bakugou."
" Kacchan, che fai qui?"
"Ti cercavo. Sei ancora col ghiacciolo?" disse guardando storto Todoroki.
"Come puoi vedere. Stavamo chiacchierando quando ci hai interrotto. Allora cosa vuoi?"
"Parlarti. In privato possibilmente."
"Perché non qui? Se è per dove farlo stasera puoi parlare tranquillamente, lui sa tutto."
Mi guardò sconcertato, poi rivolse lo sguardo verso Todoroki che trattenne una risata, a fatica, data l'espressione assunta dal biondino. Sì, decisamente una faccia non del solito Katsuki bakugou che tutti vedevano. Io invece, a dispetto suo, scoppiai a ridere.
"Kacchan, dovevi immaginarlo, insomma, te lo ripeto sempre che gridi un pò troppo. Lo hai tenuto sveglio parecchio sai?"
"Anche tu potresti regolarti." mi fece notare Shoto.
"Io? Fai prima ad isolare la stanza come ti ho detto."
"L'ho già fatto." mi rispose con un colpetto di gomito.
"Oh, allora non c'è più nessun problema."
Katsuki in quel momento, mi afferrò per un polso. Era leggermente rosso in volto.
"Andiamo." disse.
"Kacchan, spero che quello non fosse un ordine. Odio quando sono obbligato a fare le cose, specialmente quando sei tu a provarci."
"No-Non volevo."
Ritirò il braccio e abbassò lo sguardo.
"Vattene adesso. Se proprio mi devi dire qualcosa lo farai più tardi. Adesso non ho voglia di starti a sentire."
Dopo aver guardato in cagnesco il mio amico, uscì dalla palestra.
"Posso chiederti una cosa?"
"Puoi chiederla ma non è detto che io ti risponda. Dipenderà se mi piace o meno la domanda."
" Che cosa dice il suo quirk?"
"Questa è... Non pensavo mi chiedessi questo."
"Ho pensato che a questa avresti risposto, all'altra non credo."
"Sta chiedendo scusa da parte sua. Mi chiede scusa continuamente. Il suo Quirk, per quanto esplosivo, non è per nulla orgoglioso come lui. E mi dice anche altre cose, cose che Katsuki non ha abbastanza coraggio di dire a voce alta."
"Per cosa si scusa?"
"Da piccoli mi ci tormentava parecchio. Io non potevo nulla contro di lui, ma voleva dimostrare che non avrei mai potuto realizzare il mio sogno."
"Mm, ho capito. Però tu ci tieni a lui, vero? Di certo non lo fai solo per dargli il tormento. Non credo tu sia il tipo."
"Beh, è inevitabile che io tenga a lui. Il vecchio me aveva una grande cotta per quel riccio ciclato. E il me di adesso, lo desidera forse per mantenere il contatto con chi ero."
Mi guardò con un sorrisetto stampato sul volto.
"Perché non ammetti di amarlo e basta?"
"Forse aspetto che sia lui il primo a capire."
"Capire cosa?"
"Che se mi comporto così è soprattutto per stuzzicarlo, non per vendicarmi. Anche se gli dico che è solo un passatempo ci tengo a lui. Ecco sei contento adesso? Non aspettavi altro che ti confessassi tutto, vero?"
"Ammetto che già lo pensavo. Avere la conferma è soddisfacente."
"E adesso cosa ne farai della mia risposta?"
"Nulla. Farò lo spettatore da fuori scena."
Lo guardai e risi.
"Oh, adesso si che parli come me. E va bene mio caro, ma a fine spettacolo voglio un sonoro applauso!"
"Dipenderà se il finale che scegli sarà di mio gusto. Sono uno a cui piace vedere il classico lieto fine."
Continuammo a ridere per non so quanto prima di rientrare ognuno nella propria stanza. Nella mia tuttavia ritrovai bakugou che aspettava seduto sul letto. Quando mi vide entrare si alzò venendo verso di me.
" Cosa vuoi?" gli chiesi.
"Ti devo parlare, te l'ho già detto."
"Si kacchan, ed io ti ho detto che non mi andava."
Mi afferrò di nuovo il polso. Il suo sguardo era serio a dispetto del mio piuttosto seccato.
"Toglimi quella mano dal polso, adesso!"
"No! Prima mi devi ascoltare!"
"Kacchan! Sai che odio quando fai così. Sei piuttosto fastidioso oggi, ti mancano forse le mie punizioni?"
"Preferisci lui?" disse con un'insolita voce, bassa e quasi sul punto di spezzarsi.
"Che?!" chiesi.
"Il ghiacciolo. Stai sempre con lui adesso. Preferisci lui come gioco?"
Lo guardavo stupito e non ci credevo. Aveva reagito così solo perché era spaventato dall'idea che mi fossi trovato qualcuno più divertente di lui? Iniziai a ridere, ero divertito da quella situazione. Stavo riuscendo davvero a fare a pezzi il suo orgoglio. Lui stava cominciando a dipendere totalmente da me, non era più per senso di colpa adesso.
"Oh kacchan, vieni qui."
Aprii le braccia invitandolo a raggiungermi. Lui fece come detto e quando fu abbastanza vicino, lo avvolsi in un abbraccio.
"Sei davvero un cucciolo carino quando fai il geloso sai? Meriti un premio."
Lo presi e lo baciai. Un bacio intenso, le nostre lingue si intrecciarono facendoci riprendere fiato molto dopo. quando mi separai dalle sue labbra, lo guardai. Era completamente rosso ed ansimante.
" Tu per ora, come distrazione mi basti. Shoto è solo un amichetto con cui passo del tempo."
"Troppo tempo." mi fece notare lui.
"Ci stavamo allenando. Ricordi cosa vuol dire? Non ti sarai scordato di essere in una scuola per futuri Hero?"
"Ti alleni sempre con lui."
"Se mi allenassi con te, avrei sempre lo sguardo del rosso addosso e non mi piace. Lo sai quanto odio quel tipo."
"Non lascia in pace neanche me! Gli ho detto di smetterla di fare la colla ma non sente ragioni."
"Ah, io saprei come sbarazzarcene ma tu mi hai fermato."
"Non voglio che tu venga buttato fuori!"
"Lo so, per questo non ha ancora neanche un osso rotto."
"Davvero non c'è niente col bicolore?"
"Nulla, te lo assicuro. Ma se ci fosse non sarebbe tuo problema comunque, sono libero di fare ciò che voglio. Ma fin quando sarai bravo ed ubbidiente non ho motivo per cambiare giocattolo."
Infondo anche se avevo promesso a Shoto un finale come desiderava, nulla mi impediva di tormentare ancora un pò il mio dolce biondino.