III Il 3 marzo in tutte le stanze del Club inglese risuonava un ronzio di voci che conversavano e, come api nello sciame di primavera, i soci e gli invitati, chi in divisa, chi in frac, qualcuno ancora in parrucca incipriata e caffettano, camminavano avanti e indietro, si sedevano, sostavano in piedi, si raggruppavano e si sparpagliavano. I servitori in parrucca e livrea, calze di seta e scarpini, ritti a lato di ogni porta, attentissimi, si sforzavano di cogliere ogni gesto degli invitati e dei soci del Club per offrire i loro servigi. La maggior parte dei presenti erano persone anziane e rispettabili dai larghi volti sicuri di sé, le dita grosse, le voci e i gesti fermi. Invitati e soci di questa specie se ne stavano seduti ai soliti posti ben noti e si raccoglievano nei soliti e noti g

