IV Il 13 giugno, alle due di notte, l’imperatore fece chiamare Balašëv e gli lesse la lettera indirizzata a Napoleone; dopo di che gliel’affidò con l’ordine di consegnarla personalmente all’imperatore dei Francesi. Congedandolo, gli ripeté le parole che confermavano il suo proposito di non accondiscendere alla pace finché fosse rimasto anche un solo nemico in armi sulla terra russa, e gli ordinò di riferire testualmente queste parole a Napoleone. L’imperatore non aveva scritto queste parole nella lettera, perché, con il suo tatto, aveva intuito quanto fossero inopportune nel momento in cui si metteva in atto il tentativo di conciliazione, ma ordinò categoricamente a Balašëv di riferirle di persona a Napoleone. Balašëv partì nella notte fra il 13 e il 14 giugno, accompagnato da un trombet

