XIV

1153 Parole

XIV Erano ormai le tre, e ancora nessuno dormiva quando si presentò il maresciallo d’alloggiamento con l’ordine di mettersi in marcia per il villaggio di Ostrownja. Senza smettere di ridere e chiacchierare, tutti gli ufficiali si affrettarono a fare i loro preparativi, e tornarono a metter sul fuoco il samovar pieno d’acqua torbida. Ma Rostov, senza aspettare il tè, raggiunse subito il suo squadrone. Albeggiava, la pioggia era cessata, le nuvole si erano diradate. Stagnava un freddo umido, aggravato dagli indumenti inzuppati d’acqua. Nell’uscir dalla bettola, Rostov e Il’in sbirciarono nella mezzaluce dell’alba il mantice di cuoio della kibitka, lucida di pioggia. Sotto spuntavano i piedi del dottore, mentre al centro s’intravedeva posata su un cuscino la cuffietta della moglie e giungev

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