XXXIII. Ponte della Fonderia

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XXXIII. Ponte della Fonderia Lella aveva tre anni quando, caricata fino all’inverosimile la ciùa (ciuca), una vecchia Fiat 1500 d’anteguerra che papà aveva acquistato usata, dopo le raccomandazioni di rito: «abbassate le “sicure”, state in silenzio, non attaccarti allo schienale di papà, state attenti a Lella e tenetela in mezzo», partimmo per la vacanza al Ponte della Fonderia, un nome che diventerà un mito. Per rispettare l’ordine tassativo del silenzio, sprofondati nei sedili posteriori, sparimmo nel nostro mondo di bambini per tutto il viaggio, che, come d’uso, si svolse senza soste fino alla frontiera. «Siamo in Francia?» «Sì, anche se questa è Francia per modo di dire. La Valle Stretta prima dell’ultima guerra era tutta italiana, il confine era sullo spartiacque del monte Tabor, p

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