XLVII. A casa

579 Parole

XLVII. A casa Uscimmo dalle mura della città vecchia: «Ecco, quella là che vedi dall’altra parte, a sinistra, è la mia casa» disse, indicando il palazzo di tre piani dall’altra parte del braccio di mare che divide Zara da Zeraria. Già lo sapevo, perché l’estate prima, alla mia partenza, mi aveva detto: «Vai sul ponte, poi quando sei dall’altra parte, il palazzo di tre piani alla tua sinistra, quella è la mia casa; le bombe ci sono arrivate vicino, hanno distrutto il ponte, ma la casa è rimasta in piedi», così era stato facile trovarla. «Ecco, ci siamo, dal 1942 al 1981, sono passati quarant’anni» pensavo, mentre la seguivo su quel ponticello pedonale senza il coraggio di dire una parola e così, arrivati dall’altra parte, mi colse di sorpresa quando disse: «Vieni che ti faccio vedere

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