XVII. Il passaggio del ponte «Per andare a Pisa usavamo la bicicletta: papà pedalava e io mi sedevo sul manubrio che era largo, ma ci stavo appena perché ero incinta e non potevo resistere a lungo in quella posizione, ogni tanto dovevamo fermarci.» «ll fronte della guerra era vicino e durante il giorno, per non rischiare di essere colpiti da Pippo, l’aeroplano che gli Alleati usavano per mitragliare le campagne al di qua delle linee, non si poteva passare dall’Aurelia che era allo scoperto, ma su un sentiero al riparo della pineta, parallelo alla ferrovia.» «Per attraversare il Serchio bisognava lasciare il sentiero, salire sul terrapieno della ferrovia e percorrere d’un fiato, allo scoperto, il ponte semidistrutto camminando lungo uno stretto viottolo tra i binari, pieno di buche. Quel

