XVI. Viareggio - Pisa Passarono per Venezia senza fermarsi perché Marcella non sapeva che sua madre Darinca, fuggita dai bombardamenti di Zara e dalle forze di occupazione titine, si era rifugiata in quella città. Non tutti gli zaratini fuggirono: un certo numero di civili, ritenendo di non aver ragioni di contrasto con i Titini, volle rimanere e di molti di loro si è persa ogni traccia. Proseguirono per Pisa, città della famiglia di mio padre, ma arrivati a Porta Lucca, in viale Giovanni Pisano, scoprirono che nonno Pietro e famiglia erano prossimi a sfollare. Così dovettero sistemarsi a Viareggio, dove Tommaso prima di partire per la guerra aveva aperto uno studio di dermosifilopata. Della sosta a Viareggio abbiamo tre ricordi: la bozza della lettera citata e ritrovata da Ottavia in

