XXVIII. Barlassina

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XXVIII. Barlassina La casa di Barlassina, presente ancor oggi nella piazza della Chiesa, dove sono nato il 16 luglio 1946, a quel tempo faceva parte di una cascina di campagna, chiamata semplicemente Corte, perché così era: un cortile sterrato con abitazioni di ringhiera di un piano, gabinetti esterni, fienili, stalle e le fosse del letame. Al piano terra c’erano tre stanze in fila con due ingressi, uno dalla piazza e uno dalla Corte, il più usato: si entrava nella stanza di mezzo passando da una vecchia porta a vetri di un improbabile colore azzurro cielo, talmente screpolato che si vedeva più legno che vernice, e che io, nelle giornate di temporale, mentre con gli occhi incollati al vetro mi lasciavo ipnotizzare dalle bolle grosse come calici rovesciati che la pioggia, cadendo, faceva

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