Capitolo XXXVIII

1908 Parole

Capitolo XXXVIII La sera sulla collina di Torino pioveva, non sembrava maggio: era un’acqua sottile, continua, noiosa. Sembrava ottobre. Niente profumi, solo fango e foglie bagnate marce e un sentiero che ti scappava di sotto da tutte le parti. La vecchia villa si presentava ancora più cupa e abbandonata. L’uomo era in piedi, girato verso la grande libreria e sembrava studiare una stampa settecentesca di Palazzo Carignano al centro della città. Vito gli stava dicendo che era tutto pronto e che i suoi uomini avrebbero ricevuto la notte dopo il furgone della Hertz, che arrivava da Firenze con il primo grosso carico di coca. Si sarebbero incontrati a Chieri, in quel magazzino abbandonato, poco fuori dalla cittadina, in una zona isolata, dove non andava mai nessuno. Poi con un altro furgon

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