Giovedì 20 marzo-4

1930 Parole

“Ho sbagliato”. “Non si incolpi”. “Che ne sa, lei? Ho sbagliato e basta”. Il commissario ammutolisce. “Mi scusi. Non volevo. Non ce l’ho con lei. È che...”, dice Bruno Fasoli. “Non fa niente”. “Non mi parlava quasi più. Doveva pensare che non l’avrei capita”. “Aveva ragione?”. “Nell’esercito mi hanno insegnato la disciplina, ma lei era la mia bambina. E questa casa non era una caserma, non lo è mia stata. Ci divertivamo. Mia moglie era molto simpatica, allegra. È stato difficile anche per questo, dopo. C’è stato come un vuoto nella nostra vita, un vuoto enorme. Io non sono come la mia Musina. E Cosetta ha patito tutto, più di me”. “Se n’è andata di casa?”. “A fine settembre mi ha detto che si trasferiva da amici, in centro città, che aveva trovato un lavoro. Un lavoro vero. Qui a

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