37 Il portone era aperto. La donna delle pulizie stava passando lo straccio. Camminai ai bordi per non inzaccherare l’atrio. Aspettai l’ascensore. Quinto e ultimo piano. Yuri era sulla porta, in mutande con gli occhiali da sole. Le nove e mezza del mattino, per lui era ancora notte fonda. Per svegliarlo l’avevo chiamato quattro volte, insistendo fino a far cadere la linea. Quindi il «Prooooonto» dall’oltretomba. «Sto arrivando da te» gli avevo detto. «Se sei con una donna mandala via. Ho bisogno di un favore» e avevo riattaccato. Un favore, almeno uno, me lo doveva. Entrai in casa. Un forno. Ovviamente Yuri non aveva l’aria condizionata. Si tirava dietro un ventilatore anteguerra, attaccato a una prolunga dal cavo spellato. Il bilocale era un porcile. La spazzatura debordava dal bid

