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145 Parole

45 «Ho bussato, non eri in camera», Yuri controllò che sotto non ci fosse nessuno, quindi gettò la cicca. Mi sedetti accanto a lui. «Avevo voglia di restare solo. Ero inquieto». «Dove sei stato?», mi domandò con uno strano tono. Non voleva realmente chiedermi quello, sembrava più una domanda retorica. «Un giro in spiaggia. Camminare mi aiuta a pensare». Fissai il cielo. Sentivo ancora addosso l’odore di Valerio. Cambiai discorso: «Luigi dov’è?». Yuri scosse le spalle: «Vagabondo pure lui». «Anna e Sara?». «Nella hall». Rimanemmo in silenzio. Nulla di intimo o meditativo. C’era elettricità. «È una strana vacanza, questa», disse Yuri rialzandosi a stento per via delle articolazioni logore. «E sei strano tu». «È il momento a essere strano, non io o la vacanza» tagliai corto. Non c’e

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