21 Seguirono interviste per la televisione e per molte testate editoriali. Uscivo di casa e immancabilmente c’era qualcuno che mi aspettava con un microfono o una telecamera in spalla. Rispondevo con cortesia. Sempre. A tutti. La mia pagina f*******: era quasi ingestibile, per i messaggi di congratulazioni e conforto. Ero quello che aveva rischiato di morire per il proprio amico. Non si contavano più le richieste di amicizia. Anna ne approfittò per postare pure lì la pubblicità della ditta. Io non avevo tempo per frequentare i social network, ma sempre più spesso mi ritrovavo a frugare tra le pagine di Andrea. Guardavo le sue foto. In particolare un autoscatto inquadrato dall’alto. Sembrava proprio il mio amico mentre si trovava a penzoloni nel vuoto. Nei giorni seguenti al funerale

