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348 Parole
2 Dopo tanto peregrinare, il carcere della Dozza mi spalanca le porte come fossero cosce laide. Alle mie spalle, l’agente penitenziario. Procedura. È poco più di un ragazzo. Tanto giovane e porta già la fede al dito. Con che spirito bacerà i suoi figli, dopo una giornata in compagnia di muri grigi, sguardi neri, cancelli di ferro, regole di ferro, latrine puzzolenti, assassini, corrotti, stupratori, bugiardi, spacciatori e ladri. Epatiti, malattie veneree. Tra la sodomia indotta. Pressati. Come marinai imbarcati a forza. Anche peggio. E io? Cosa provo? Ancora una volta non lo so. È tutto nuovo: ho bisogno di tempo, quando si tratta di me. Mi devo concentrare. O forse lasciarmi andare. Neppure questo ho ancora capito. Ma ho promesso alla dottoressa Lussiani di farci caso. Gia! La dottoressa Lussiani, psichiatra e psicoterapeuta. Inguaribilmente freudiana: praticamente un’incudine che cerca di spiccare il volo. All’inizio temevo che la Doc potesse leggermi nel pensiero. Ma non è così. Nessuno può farlo. Per il mio bene. E sua sfortuna. La Lussiani. Dottoressa immobilità. Specialista in benzodiazepine. A questo si è ridotta la psicoterapia? Dov’è finito il fervore dei pionieri? E le migliaia di volumi sugli scaffali delle librerie, cosa sono, arredamento intellettuale e basta? Miliardi di parole scagliate come gocce dalle torri d’avorio, sul popolo assetato di pace interiore, sono solo bubbole? No, non lo sono. Adesso so che non è così. I dottori capaci, esistono. Ma ho vagato a lungo, prima di rendermene conto. Divago… Il secondino mi sta fissando. Torno alla realtà. Io, Oscar Torri – quarantanove anni, un metro e ottantadue, i baffi, gli occhiali tondi che mi danno un’aria rassicurante e vagamente intellettuale – sono solo momentaneamente murato vivo dentro il carcere della Dozza. Ho un mio piano. Io, Oscar Torri, di fronte ai crimini, al sangue e al dolore che ho inflitto ai miei simili (che simili a me non sono). Di fronte a questo oceano di male che è solo un mio strumento di conoscenza, io che potrei essere definito un demonio, io, io, io… Io non provo niente. Un pacifico nulla. Come ho già detto, dopo tanto peregrinare, sono finalmente un uomo libero.
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