10 Qualcuno mi stava scuotendo dolcemente la spalla. Aprii a fatica gli occhi, era Anna. Già vestita e truccata, quasi pronta per portare la piccola a scuola. Non avevo sentito la sveglia. «Quanto hai dormito!» disse. Era la prima volta che mi accadeva. Impiegai dieci minuti per riuscire a tirarmi su dal letto. A tavola tentai di versare la spremuta di arance nel bicchiere, ma tenni la brocca distante e il liquido precipitò sul parquet. Mi limitai a guardarlo cadere, senza avvicinare il bicchiere né addrizzare la brocca. Sara rideva lontanissima, in bilico sulla linea che divideva la mia veglia dal sonno. La voce di Anna mi domandò da un altro pianeta se per caso non avessi preso un virus. Luigi pensava che questo patetico vecchio dallo sguardo appannato, fosse reduce da una notte

