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11 Il giovedì pomeriggio della settimana seguente (credo fosse il 7 di novembre) ero in ditta, seduto da oltre un’ora alla scrivania del mio studio. Avevo chiuso la porta a chiave, spento il cellulare e staccato il telefono della linea interna. Il mare di carte in tempesta davanti a me, esigeva un’attenzione che in quel momento non possedevo. Scavavo gallerie nella nebbia: ero in guerra aperta con me stesso. La Lussiani si stava dimostrando una terapeuta scadente (particolare che mi aveva fatto comodo, lo ammetto, data la mia svogliatezza nel prendere coscienza). Ma adesso era il momento di capire. Cercai in rete, un sito di accompagnatrici a Bologna. C’era l’imbarazzo della scelta. Cliccai a caso. Sul monitor comparve una serie di figurine erotiche. La mia attenzione venne rapita da

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