13 Mi era venuta in mente così, in un lampo mentre salivo le scale. Una domanda bruciante. Salutai appena la dottoressa, dirigendomi nello studio con passo veloce. Sedetti, impaziente che pure lei prendesse posizione. «Come va?», mi domandò all’erta. «Cos’è quella roba che mi ha dato?», la aggredii. Con voce pacata ma l’aggredii comunque. «Sono rimasto cretino per un giorno e mezzo. Dico, io lavoro, guido la macchina, uso la trancia metalli… cosa le salta in testa?». Lei strinse le labbra e chiuse gli occhi. Faceva così quando doveva misurare le parole con il bilancino dell’orefice. «Quante gocce ha preso?». «No, guardi, qui non si tratta di quanto. Si tratta di cosa». «Le benzodiazepine», mi rispose, «danno assuefazione». «E me lo dice dopo due anni? S’inventi qualcos’altro». Cre

