Dopo sparecchiato, essi restarono sulla terrazza, parlando rado. Calava la sera, soffocante. Ad un tratto l'orizzonte fu squarciato da un immenso raffio di fuoco che illuminò con una fiamma abbagliante e livida i quattro visi già sepolti dall'ombra. Poi un rumore lontano, sordo e debole, come il passaggio d'una carrozza su un ponte, attraversò la terra; e parve che il calore dell'atmosfera aumentasse, che l'aria diventasse d'un tratto più opprimente, e il silenzio della sera più profondo. Yvette si alzò: «Vado a letto; il temporale mi dà fastidio.» Tese la fronte alla marchesa, offrì la mano ai due giovani uomini e si allontanò. La sua camera era proprio sopra la terrazza: le foglie del grande castagno piantato davanti alla porta si tinsero d'un chiarore verde, e Servigny stava cogli oc

