Cominciò la rievocazione dei ricordi. Rivedeva la mamma più giovane, coi vestiti che si erano logorati su di lei, indossati per tanto tempo che parevano inseparabili dalla sua persona; la ritrovava in mille circostanze dimenticate: certe espressioni ormai svanite, il tono della voce, le sue abitudini, le sue manie, le sue collere, le rughe del volto, i movimenti delle dita magre e tutti gli atteggiamenti familiari che ora non avrebbe avuto più. Egli gemeva, aggrappandosi al dottore. Le flaccide gambe gli tremavano, il suo corpo grasso era squassato dai singulti, e balbettava: «La mia mamma, la mia povera mamma, la mia povera mamma!...» E il dottore, ancora brillo e desideroso di finire la serata in quei luoghi che frequentava di nascosto, si spazientì all'acuta crisi di dolore, fece sede

